Metodo Colloquio Diretto
4.3 (43 ratings)
Course Ratings are calculated from individual students’ ratings and a variety of other signals, like age of rating and reliability, to ensure that they reflect course quality fairly and accurately.
91 students enrolled

Metodo Colloquio Diretto

La comunicazione che trova lavoro
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91 students enrolled
Last updated 4/2019
Italian
Current price: $119.99 Original price: $199.99 Discount: 40% off
30-Day Money-Back Guarantee
This course includes
  • 20 hours on-demand video
  • 17 articles
  • 55 downloadable resources
  • Full lifetime access
  • Access on mobile and TV
  • Certificate of Completion
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What you'll learn
  • Questo percorso contiene brevi lezioni, modelli già pronti da scaricare, strategie, trucchi e altre risorse per aiutarti a ottenere il lavoro che meriti!
  • Costruisci la tua immagine professionale sfruttando il passato lavorativo (testimonianze, casi successo, risultati).

  • 30 gg, soddisfatto o rimborsato (e puoi tenere i contenuti scaricati)

  • Diretto a chi decide veramente in azienda: evita gli intermediari e le discriminazioni.
  • Sfrutta tutti gli sporchi trucchi sviluppati dagli altri studenti del Metodo Colloquio Diretto per acquisire vantaggio rispetto agli altri candidati.
  • Cattura l’interesse del datore di lavoro in 4 secondi. Prova effettuata davanti a centinaia di persone durante il workshop IO LAVORO a Torino e in altri seminari.
  • Stabilisci una comunicazione diretta camuffata da CV, Lettera di presentazione, Profilo LinkedIn, Elevator pitch, chiamata telefonica e altri innovativi strumenti che non hai mai visto.
Requirements
  • Conoscenza, anche base, di editor di testo (come Word o Powerpoint)
  • Un profilo LinkedIn
  • Mente aperta e voglia di mettersi in discussione
Description

Aggiornamento al 1° aprile 2019 (e non è uno scherzo. ahahah)

Ho inserito il testo di una mia candidatura grazie alla quale sono stato invitato al colloquio ed assunto sebbene fossi un Over 50, tutti i colleghi (compresi i miei superiori) erano MOLTO più giovani di me e provenivo da un settore diverso.


Efficaci tecniche sviluppate in 4 anni con numerosi Over40 con contenuti pratici e concreti, spiegazioni ed esempi tratti dall'esperienza vissuta.

Contenuti sorprendenti che CAMBIERANNO PER SEMPRE il modo con cui cerchi lavoro

Benvenuto nel Metodo Colloquio Diretto creato dall'autore di diversi libri e fondatore di uno dei più popolari blog sulle tecniche di comunicazione per trovare lavoro.

Ad oggi ho aiutato oltre 4.700 persone a trovare lavoro tramite le mie pubblicazioni, percorsi, libri, seminari, video e consulenze. 

Hai la garanzia che questo è IL PIÙ EFFICACE percorso per la ricerca lavoro disponibile sul mercato italiano – oppure sei rimborsato. 

Sei pronto per portare la tua carriera al livello successivo e ottenere il lavoro che meriti?   

Voglio aiutarti a ottenere il lavoro che meriti dato che la mia passione è aiutare gli altri a superare gli assurdi ostacoli del sistema di selezione italiano.   

Io ho lavorato per 11 aziende italiane, francesi, giapponesi e americane sostenendo numerosi colloqui e cambiando per 4 volte tipo di lavoro. Voglio che tu impari dai miei errori e risultati e raggiunga il tuo pieno potenziale.

* Poiché questo è un metodo per trovare lavoro molto completo, ci sono 3 modi per seguire questo percorso:

  1. Percorso rapido: Raggiungi i risultati eliminando solo gli ostacoli principali (Sez. 11,13,14,15).

  2. Percorso ragionato: Parti in netto vantaggio rispetto agli altri (Sez. precedenti + Sez. 04,05,10,17)

  3. Percorso completo: Acquisire un metodo per ottenere il nuovo lavoro, il prossimo e il prossimo ancora... (Sez. 01-19 in sequenza)   

Garanzia 30 giorni: soddisfatti o rimborsati.  

Ritorna all'inizio della pagina, schiaccia "Acquista ora" e cominciamo!  

Grazie
David :-) 

Qualche testimonianza di chi ha già usato Il Metodo Colloquio Diretto.

⭐⭐⭐⭐⭐Nicoletta Puricelli - Venditrice - Team Leader - Responsabile di negozio
Gli argomenti trattati sono veritieri e riscontrabili nella quotidianità della ricerca di lavoro; il punto di vista è diverso e interessante. Alcune cose le conoscevo, ma non pensavo a metterle in pratica in questo ambito; altre sono state per me una scoperta. Più si va avanti e maggiore è la necessità di scoprire i nuovi capitoli. Un viaggio all'interno di sé stessi per tirare fuori il meglio. 

⭐⭐⭐⭐⭐Paolo Vaccarino - Case Manager

Mi occupo per professione di aiutare le altre persone a ri-trovare il lavoro. Ho trovato nel corso di David Buonaventura una metodologia innovativa, contenuti pratici e concreti e spiegazioni ed esempi tratti dall'esperienza vissuta. L'insegnante è chiaro e il corso risulta scorrevole e piacevole.

⭐⭐⭐⭐⭐ Antonello Cristofori - Marketing Manager
David è un'eccellente professionista. Ho avuto modo di sperimentare personalmente la sua professionalità col suo metodo, Colloquio Diretto, grazie al quale ho capito che trovare lavoro è una disciplina e David ne conosce i segreti. Non solo ti insegna a tirar fuori il meglio da te stesso ma ti aiuta e supporta come un vero coach prendendosi cura di ogni dettaglio. Per me è stato un vero privilegio incontrare David sul mio cammino".

⭐⭐⭐⭐⭐ Filippo Colombo - Temporary Manager
Una grande occasione per organizzarsi al meglio nella ricerca di un lavoro e comprendere meglio se stessi. Ho conosciuto David dopo l'acquisto del suo metodo colloquio diretto e sono stato impressionato dalla sua disponibilità e competenza. Il metodo colloquio diretto ti permette di acquisire delle efficaci e nuove tecniche di presentazione in grado di farti emergere dalla massa. Inoltre, i suoi suggerimenti mi hanno permesso di riflettere su alcuni miei aspetti comportamentali, inducendomi a migliorarmi.

⭐⭐⭐⭐⭐ Maria Grazia Squillace - Architetto - Project Manager
Ho avuto modo di conoscere David ed il suo metodo attraverso il suo blog e ne sono rimasta subito colpita ed affascinata. Le risorse ti svelano un mondo del lavoro diverso, più legato alla personalità di chi ti "seleziona" che non alle tue sole capacità professionali. David è una persona che ha a cuore chi utilizza il suo metodo. E' stato presente fin da subito, con messaggi e preziosi consigli. Consiglio vivamente, a me è servito parecchio per svariati motivi, sia pratici (punti di forza e di debolezza) che psicologici. Grazie ancora David.

⭐⭐⭐⭐⭐ Piero Comelli - Key Account Manager
Grazie David! Devo ammetterlo. Ho impiegato un mese prima di decidermi ad acquistare. Temevo che fosse solo un'operazione di Marketing, come le tante online, che garantiscono che insegneranno come scrivere un CV perfetto che assicurerà un nuovo lavoro. Dopo averlo letto, ho iniziato ad applicare alcune delle tecniche indicate. Ho iniziato a saltare le Società di Ricerca & Selezione, l'HR Department ed a contattare direttamente le persone realmente interessate alla mia candidatura. Adesso riesco ad arrivare a dei colloqui senza grandi difficoltà anche se over-50. Lo spunto principale che fa riflettere è che finalmente non mi preoccupo di aggiungere competenze tecniche e trasversali al mio CV, ma mi impegno a capire che cosa cerca il potenziale nuovo datore di lavoro. Ho anche usato alcune delle tecniche indicate per contattare dei potenziali clienti, ottenendo un'ottima percentuale di successo. Continuo a rileggere, perché ogni volta trovo nuovi spunti, che mi erano sfuggiti ad una prima lettura. Grazie David!

Guarda gli altri corsi in italiano per la ricerca lavoro. Secondo te perché costano molto meno di questo?


#colloquiodiretto  #lavoro

N.B. LinkedIn™ è un marchio registrato di LinkedIn Corporation negli Stati Uniti e negli altri Paesi tra cui l’Italia. Questo corso ed i prodotti/servizi ad esso collegati non sono in alcun modo supportati da (o affiliati con) LinkedIn Corporation. 

Who this course is for:
  • Chi ha già maturato alcuni anni di esperienza professionale
  • Chi vuole guadagnare di più, trovare nuovi stimoli, fare carriera o cercare nuove sfide
  • Chi non si sente apprezzato, ha un capo insopportabile o vive in un ambiente lavorativo poco sereno
  • Chi ha capito che in azienda le cose vanno male e vuole abbandonare la barca prima che affondi o che non ha fatto in tempo a farlo
  • Chi vuole rivolgersi direttamente a chi decide in azienda, senza passare per gli intermediari
Course content
Expand all 216 lectures 21:07:07
+ Introduzione al corso (facoltativo)
6 lectures 36:06

Questo video ti mostrerà come hanno fatto alcuni studenti ad ottenere risultati guardando solo una piccola parte delle lezioni. Inoltre farà in modo che tu possa saltare gli argomenti che già conosci e poterti concentrare solo su quelli che ti sono utili.

Preview 10:27

Senti il BISOGNO DI UN NUOVO LAVORO. Vuoi migliorare quella retribuzione e carriera che la tua esperienza merita, avere nuovi stimoli ed affrontare nuove sfide. Smettere di sentirti poco considerato, non avere più a che fare con un capo rompiscatole o colleghi poco piacevoli.

Oppure cambiare lavoro non è una tua scelta ma una necessità causata da una situazione di cui non hai nessuna colpa ma di cui paghi il prezzo.

Imposti al meglio il tuo Curriculum Vitae, Lettera di presentazione e profilo LinkedIn: foto professionale, titolo accattivante, percorso preciso delle tue esperienze, lista completa delle tue competenze e capacità.

Hai anche collegato tutti i contenuti migliori. Le descrizioni sono formalmente corrette: parole, dati, immagini, resoconti.

Rispondi agli annunci, ti proponi alle aziende, ti affidi alle Società di Selezione conto terzi. Chiedi agli amici e conoscenti di presentare le tue candidature.

Fai networking chiedendo la relazione a chiunque pensi ti possa essere utile: recruiter, manager, dirigenti o imprenditori. Chiunque pensi possa aiutarti a trovare quel nuovo lavoro che meriti.

Niente. Qualche risposta la ottieni ma alla fine nulla di concreto.

Dopo qualche tempo cominci a pensare che c’è un problema con la tua età, sei del sesso sbagliato, non hai le giuste conoscenze, ti manca qualche qualifica, c’è la crisi, le aziende non cercano personale o assumono solo i raccomandati.

Perdi una parte della gioia di vivere, l’allegria, il piacere di stare con gli amici. Il silenzio corrode la tua speranza.

Poi un giorno capisci il problema…

Preview 02:22

La scuola e lo Stato non ti hanno insegnato come si cerca efficacemente lavoro. Ti sei dovuto affidare all’intuito, a quello che fanno gli altri. Non avevi altro modo.

Ripensi ai consigli di chi ti ha detto che bastava solo un’immagine professionale, un linguaggio formale e trattare argomenti interessanti per trovare lavoro. Le aziende ti avrebbero cercato e scelto.

Ed invece non è così. Il motivo nasce da un errore di fondo che nasce da un’errata interpretazione delle parti in gioco. Probabilmente nessuno te lo ha mai fatto notare.

Chi ti valuta non è un’azienda ma una persona!

Imprenditori, direttori, manager, selezionatori: tutte persone con diversa percezione dei problemi, necessità e, talvolta, linguaggi. Ti hanno scartato perché non hanno capito il tuo valore oppure non hanno avuto tempo o voglia di farlo.

Prima di rivolgerti a un’azienda scegli e studia la persona. Adatta il tuo messaggio a seconda della specificità del suo ruolo professionale con l’accortezza di non citare elementi che possono provocare una reazione negativa.

Preview 07:54

Purtroppo siamo in un periodo in cui la proporzione tra chi cerca lavoro e chi lo offre è molto sbilanciata. Per ogni posto disponibile, tante persone si propongono. È sempre più probabile passare inosservati.

Prima di spedire una tua proposta di collaborazione, esiste un trucco per essere sicuro di essere notato. Consiste nel farti una domanda:

Se dovessi assumere un nuovo collaboratore, chi sceglieresti?

Facciamo il caso che tu abbia ricevuto la proposta di collaborazione di 20 persone ma che possa incontrarne non più di quattro per il colloquio. Sei pieno di impegni: non hai tempo per incontrare tutte queste persone.

I candidati sono diversi tra loro, ma hanno tutti buone competenze ed esperienza.

La scelta è tra:

1.     Qualcuno con un profilo assolutamente perfetto per le esigenze dell’azienda.

2.     Qualcuno con un profilo di un livello leggermente più basso per le esigenze dell’azienda ma assolutamente straordinario per le tue.

Chi sceglieresti?

Ho chiesto ai visitatori del blog www.colloquiodiretto.com di rispondere in maniera anonima a questa domanda. La maggior parte di loro ha fatto la seconda scelta: qualcuno le cui caratteristiche combaciavano con le loro esigenze personali.

È esattamente quello che pensano i manager o i dirigenti delle aziende. Quando scelgono un nuovo collaboratore, fanno le loro considerazioni pensando alle esigenze dell’azienda ma alla fine prevale sempre l’aspetto personale.

Preview 03:28

Immagino che ti hanno sempre detto che la scelta dei nuovi collaboratori dipende solo dalle qualifiche (titolo di studio, certificazioni…) o dalle caratteristiche personali (positività, energia, professionalità…).

Ti hanno convinto che basta spendere tanto nella tua formazione, presentare le sempre più numerose conoscenze in un bellissimo Curriculum Vitae o in uno splendido profilo su LinkedIn e sicuramente emergerai dalla massa dei candidati e sarai scelto, giusto?

Presentare la lista delle competenze e capacità spesso serve a poco.

In un momento in cui il lavoro ha cambiato molti dei suoi aspetti per cui le collaborazioni durano sempre meno, oggi chi ti valuta arriva più rapidamente al pratico:

“Io, che ci guadagno a breve con la tua collaborazione?”

Questo ha reso il Curriculum Vitae standard, che è poco più di un catalogo con la lista delle tue caratteristiche, poco utile: non permette di rispondere direttamente alla domanda di chi sta valutando la tua proposta di collaborazione.

Per riuscire a comunicare al tuo interlocutore che sei la soluzione migliore per soddisfare le sue esigenze personali (quindi non solo quelle aziendali), non puoi affidarti a un singolo strumento. Devi usare un metodo.

Il Metodo Colloquio Diretto utilizza una comunicazione diretta alla persona, non solo all’azienda, dove trasmetti che tu:

  • Parli la sua stessa lingua
  • Capisci questa persona
  • Sai come risolvere i suoi problemi
  • Sai come soddisfare le sue ambizioni
  • Sei competente e credibile

Sono le cose che tutti gli imprenditori, i manager e i dirigenti aziendali vorrebbero dai collaboratori, non trovi?

Preview 06:57

Esiste poi una grave situazione che affligge da tanti anni il nostro paese, di cui probabilmente tu non hai mai sentito parlare ma che ti impedisce di trovare un nuovo lavoro.

Sai cosa è l’analfabetismo funzionale? È l’incapacità di una persona di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. L’analfabeta funzionale sa parlare, leggere o scrivere ma pur riuscendo a leggere un testo, non è in grado di comprenderne il significato.

Ti riporto una definizione presa da Wikipedia su questo argomento: “Quando sono posti di fronte a materiali stampati, gli adulti funzionalmente analfabeti non possono operare efficacemente nella società moderna e non possono svolgere adeguatamente compiti fondamentali”.

Ecco, preparati… L’Italia è il paese con la maggiore percentuale di analfabeti funzionali al mondo!

Il famoso linguista Tullio De Mauro riporta dati impressionanti: il 70% degli italiani, nella lettura di un testo di media difficoltà, si trova al di sotto del livello minimo di comprensione.

Ti consiglio di guardare questo suo video dove spiega nel dettaglio il fenomeno:

https://youtu.be/Vdv9Ds3NpMI

Quindi l’analfabeta funzionale:

  • Non comprende il senso di un testo.
  • Non costruisce analisi articolate.
  • Paragona il mondo solo alle sue esperienze dirette.

Applicato alla ricerca di lavoro, la cosa è sconvolgente.

In Italia sette persone su dieci sono probabilmente incapaci di capire il tuo Curriculum Vitae o la lettera di presentazione oppure il tuo profilo LinkedIn, in quanto questi strumenti obbligano il lettore ad estrarre, interpretare, considerare, da poche righe, la compatibilità tra te e le effettive esigenze dell’azienda. Il risultato è che ti scartano senza neanche capirne il motivo.

Le persone che non hanno mai ricevuto una valida formazione sulle tecniche di ricerca lavoro, quando non ottengono risultati, scrivono Curriculum Vitae sempre più sofisticati e complessi sperando in maggiori possibilità. Questo invece peggiora la loro situazione.

L’analfabetismo funzionale dei selezionatori è un problema per chiunque stia cercando un nuovo lavoro. Ma è, al tempo stesso, una straordinaria opportunità per chi adotta un metodo di proposta di collaborazione completamente diverso in quanto gli dà un vantaggio strategico importante rispetto a tutti gli altri candidati.

Il Metodo Colloquio Diretto comprende strumenti di comunicazione in grado di essere compresi da chiunque, riducendo drasticamente il pericolo che la proposta di collaborazione venga cestinata da quel 70% di selezionatori che potenzialmente soffre (senza saperlo) di analfabetismo funzionale.

Per ottenere questo risultato servono degli accorgimenti. Nel Metodo Colloquio Diretto ne sono descritti diversi, a seconda del tipo di interlocutore cui farai riferimento. Le tecniche da usare sono molto semplici ma è necessario che tu venga guidato passo per passo ed è quello che farà il Metodo Colloquio Diretto.

Preview 04:58
+ Perché non trovi un nuovo lavoro? (facoltativo)
5 lectures 12:30

Sono migliaia le persone che visitano il mio blog. Molte sono poi diventate follower, studenti e collaboratori. Mi confronto con chi ha avuto esperienze negative nella ricerca comune e ho raccolto molti dati che ho poi confrontato con le mie esperienze.

Ogni volta che ho cercato nuove opportunità professionali, ho incontrato gli stessi ostacoli che hanno rallentato o fermato i lettori del mio blog.

All’inizio ne abbiamo identificati solo due, poi tre, quattro e alla fine abbiamo scoperto che gli ostacoli comuni a quasi tutte le esperienze erano cinque. Cinque ostacoli che si frappongono tra chi cerca e chi offre lavoro.

Vediamoli assieme:

1.   Percorso sbagliato

Non avendo mai avuto accesso ai reali dati di come si trova lavoro in Italia, abbiamo seguito il percorso che facevano gli altri. Questo spesso ci porta in un vicolo cieco dal quale non è possibile arrivare alla destinazione.

2.   Troppe proposte

La concorrenza è composta da chi cerca le tue stesse opportunità ed è il motivo per cui la maggior parte delle volte le tue proposte di collaborazione non vengono neanche lette. Infatti una media azienda riceve circa 10/20 proposte di collaborazione spontanee al giorno e circa 500 risposte a un singolo annuncio di lavoro entro poco tempo dalla pubblicazione dell’inserzione!

Non ottenendo risposte, tutti iniziano a rivolgersi a qualsiasi azienda; questo non farà altro che aumentare ancora di più il numero dei concorrenti.

Non ottenendo risultati, le persone scendono - senza averne coscienza - in una spirale negativa: pensano che se non ottengono risposta vuol dire che non valgono poi così tanto.

L’effetto è quello che iniziano a interessarsi anche per funzioni lavorative di più basso livello o diverse dalle loro qualifiche ed esperienza aumentando ancora di più il numero delle proposte di collaborazione che arrivano alle aziende.

3.   Le indecisioni

Ci sono diversi problemi con le aziende.

Idee poco chiare

Spesso le aziende non hanno idea dei loro bisogni. Questo gli impedisce di avere un’immagine chiara di che cosa cercare. In questa situazione la tua professionalità ed esperienza non sono riconosciute per il loro valore: non viene compresa la loro applicabilità in azienda.

Non comunicano

La maggior parte delle volte le aziende non rendono pubbliche le loro ricerche in quanto si affidano alle conoscenze personali. Questo ti impedisce di sapere quali aziende stiano cercando nuovi collaboratori.

Offrono poco

Sommerse dalle proposte e dai dubbi, le aziende cercano di ridurre i danni di una possibile scelta sbagliata, offrendo retribuzioni troppo basse o qualifiche inadatte alla tua professionalità ed esperienza! Questo ti impedisce di ottenere quello che meriti.

4.   Le discriminazioni

Alle volte vengono applicati criteri discriminatori come l’età. Una volta che tu superi una certa anzianità professionale, improvvisamente ti ritrovi tagliato fuori dal mondo del lavoro, senza alcuna possibilità di far valere le tue esperienze.

5.   Gli interessi personali

La maggior parte delle decisioni che riguardano un nuovo collaboratore vengono prese per motivi personali da chi seleziona. Motivi coincidenti con quelli dell’azienda, ma molto vicini a quelli che stanno a cuore a chi seleziona.  Ecco perché le raccomandazioni sono molto usate.

Questo comporta che anche se sei il migliore candidato per ricoprire il ruolo, non sei considerato.

E alla fine…

Tutti gli ostacoli si sommano rendendo di fatto quasi impossibile trovare lavoro.

Preview 03:10
Attuale sistema di ricerca
02:58
Attuale sistema di selezione
01:51
Cosa succede se hai (troppa) esperienza?
03:49
Chi ha interesse a mantenere questa situazione?
00:41
+ Passo 1. Valutare se stessi
12 lectures 48:32

Siamo in un periodo in cui chi afferma di saper fare di tutto ce ne sono piene le “scatole” di qualsiasi azienda. Questo accade perché chi si affida ancora all’improvvisazione e non a un metodo professionale, pensa che a più ruoli si candida e più troverà opportunità di lavoro.

Allargano il fronte di ricerca a ogni tipo di azienda e tipo di lavoro convinti che così aumentino le loro probabilità di successo. Peccato che così facendo non solo non risolvono il problema ma addirittura lo peggiorano.

I tuttologi sono passati di moda da un pezzo. Non trovano spazio neanche nei talk show domenicali per cui immagina nel mondo del lavoro. Oggi per uscire dall’anonimato della massa di chi si offre, devi sapere fare almeno una cosa meglio di chiunque altro.

Se vuoi aumentare le opportunità di lavoro, devi effettuare una valutazione del tuo reale potenziale.

Preview 03:19

Gli elementi positivi ti permettono di capire dove puoi apparire molto attrattivo per le aziende.

Elementi positivi (Lez 14-17)
02:53

I benefici possono essere presentati con efficacia facendo leva su tre diversi fattori:

Valore.

È quello classico e più utilizzato. Maggiore è il valore dimostrato e maggiore sarà l’effetto prodotto nell’interlocutore.

Tempo.

Qui devi essere molto pratico e fare una valutazione a breve termine. Quando hai a che fare con manager o imprenditori, è meglio presentare obiettivi concreti che si possono raggiungere in tempi rapidi.

Implicazioni.

In particolare in realtà aziendali molto grandi e strutturate, i benefici possono essere valutati anche a seconda delle implicazioni successive o indirette.


Quali sono i maggiori benefici che puoi dare?
03:33

In certi contesti l’esperienza viene considerata a seconda del tempo: da più tempo svolgi quella attività e più vali. È un elemento che le aziende spesso usano per dare un’immagine di serietà e professionalità, anche quando sono leader assoluti del loro settore.

Da quanto tempo ti occupi di questa attività?
04:53

Chiamale referenze, segnalazioni, testimonianze: senza qualcuno che affermi che sei chi dici di essere, non vai molto lontano.

Te ne sei accorto dopo aver inviato bellissime proposte di collaborazione senza aver ricevuto risposta. Oppure di risposte ne hai ricevute, ma tutte tiepide e distanti. Non hai convinto il tuo interlocutore, non ci sei neanche andato vicino.

Chi può testimoniare le tue capacità?
02:54

Sei partito nella tua ricerca di un nuovo lavoro con le idee chiare: quel tipo di attività in quel tipo di azienda. Solo che di opportunità di impiego ne trovi poche, per cui decidi di essere meno esigente nella ricerca.

Aumenti il numero e tipo di attività lavorative che sei disposto a prendere in considerazione. Così le opportunità sono più numerose.

L’esito è inaspettato: il numero delle risposte si è ridotto, e di molto. Forse hai sbagliato il tipo di ruolo, per cui ti rendi disponibile per altri. “Qualcosa dovrà pur saltare fuori”, pensi.

Mentre prima qualche risposta la ricevevi, adesso nulla. Nessuno ti risponde più. Sembra una contraddizione: più aumenti il numero delle proposte e meno risposte ottieni.

C’è una logica in tutto questo, e probabilmente nessuno te ne ha mai parlato. 

In che ambito sei in grado di dare risultati?
10:49

Gli elementi negativi ti permettono di capire dove i tuoi limiti, reali o percepiti, possono rappresentare un potenziale problema.

Elementi negativi (Lez 19-21)
02:50

La competizione per accaparrarsi un nuovo lavoro è dura e vuoi essere sicuro di avere almeno un minimo di vantaggio. Come è normale che sia, ti fidi dei consigli dei soliti “guru della comunicazione” e fai un piccolo “ritocchino” alla descrizione dei tuoi risultati. Vuoi farti notare e quello è il modo perfetto, dicono.

Non cambi i numeri o riporti risultati mai raggiunti; presenti le attività che hanno avuto successo come se potessero funzionare in ogni tipo di azienda, per ogni situazione.

All’inizio sembra andare tutto bene. Arrivano le prime risposte positive, per cui pensi di aver scoperto la ricetta magica. Sostieni il primo colloquio di approfondimento, poi si ferma tutto.

Rilanci questa operazione di miglioramento visto che, anche se nessuno ti ha ancora assunto, qualche colloquio lo ottieni. Però passa il tempo e noti che ti fermi sempre al primo incontro.

Pensi allora che c’è qualcosa che non funzioni in te. Forse non ti sai presentare bene, oppure hanno cambiato idea su di te dopo il colloquio, chissà perché? 

Di quali risorse hai la necessità?
02:10

Quando affronti dei colloqui di lavoro, capita di ricevere delle obiezioni. In certi casi le obiezioni puoi comprenderle dalle domande che ricevi, altre volte puoi capire che ti sono state mosse solo dopo aver scoperto che il colloquio è andato male.

Spesso le obiezioni che vengono mosse a un candidato durante un colloquio, oppure a un collaboratore quando propone un nuovo progetto, sono sempre le stesse.

Studiare le obiezioni che nel tempo ti vengono fatte è un’attività importante perché ti mette in condizione di capire cosa veramente interessa ai potenziali datori di lavoro e, di conseguenza, potrai sapere dove devi concentrarti per avere successo.

Quali obiezioni ti vengono fatte?
05:05

Qui devi valutare bene i tuoi punti di debolezza. Se per esempio hai appena concluso gli studi, difficilmente potrai ricoprire ruoli dove l’esperienza diretta è un elemento determinante per qualificarti degnamente.

Inutile perdere tempo ed entusiasmo affrontando un ambiente che non è ricettivo nei tuoi confronti. Concentrati altrove, oppure investi le tue risorse per formarti e riparti con la tua proposta di collaborazione.

I motivi per cui potresti non essere idoneo sono probabilmente molto simili a quelli per cui ti vengono mosse le obiezioni. La differenza è che tu hai la certezza che questi elementi non ti permetteranno di poter essere produttivo, quindi invalidare qualsiasi tentativo di essere scelto nel breve, medio o lungo periodo.

Quali sono i motivi per cui non sei idoneo?
02:50
Esempi di autovalutazione
04:49

Terminata la tua autovalutazione, potrai ottenere tre vantaggi:

Focalizzare. Eviterai di perdere tempo e speranze dietro ad aziende e situazioni dove difficilmente otterrai un risultato. Il tempo risparmiato potrai investirlo laddove hai concrete possibilità di successo. 

Interpretare. Capirai cosa il potenziale datore di lavoro potrebbe provare analizzando la tua proposta di collaborazione. Questo ti permetterà di capire quali elementi possono renderti particolarmente interessante.

Stimolare. Eliminando qualsiasi potenziale problema e facendo leva su quanto hai capito possa darti vantaggio, disporrai degli elementi per produrre un effetto rapido e potente.

I vantaggi della autovalutazione
02:27
+ Passo 2. Valutare l'ambiente
14 lectures 01:01:06

Molto probabilmente qualcuno ti ha detto che il successo di una attività di ricerca lavoro dipende unicamente dalla quantità. Più ti candidi più possibilità di essere preso in considerazione. Questo purtroppo cozza pesantemente con la realtà dei numeri.

In particolare se vivi in realtà territoriali di grande concentrazione, il numero di aziende a cui puoi potenzialmente rivolgerti è molto elevato. Se per ogni azienda devi effettuare una attività di verifica, personalizzazione, inoltro e verifica puoi incorrere in diversi pericoli...

Preview 02:30

L’ambiente è costituito dalle aziende e dalle persone che ci lavorano.

Devi valutare le aziende cercando di capire se esiste una compatibilità tra le tue e le loro caratteristiche e esigenze.

Una volta che hai verificato i tipi di aziende in cui pensi esista questa compatibilità, devi approfondire analizzando la loro organizzazione per capire chi sono le persone che possono ottenere un vantaggio personale/aziendale nel favorire il tuo inserimento nell’organizzazione.

Chi sarà il nuovo datore di lavoro?
01:44

Selezionare le aziende è molto importante per evitare di investire tempo ed energie senza ottenere risultati per poi cadere nella frustrazione o pensare di non essere abbastanza in gamba per trovare un nuovo lavoro. Bisogna quindi sceglierle in 6 semplici passaggi.

Come si scelgono le aziende (Lez. 26-32)
04:12

La cosa migliore che puoi fare per avere successo nella ricerca di un nuovo lavoro è focalizzarti su aziende che hanno particolari caratteristiche in maniera da essere sicuro di:

  • Comprenderne tutte le esigenze.
  • Apparire il più possibile un interlocutore qualificato.
  • Capitare nel momento giusto.
  • Evitare di perdere tempo e opportunità.

A quali tipi aziende ti conviene dare la precedenza:

  • Concorrenti.
  • Simili a quelle con cui hai già collaborato.
  • La cui attività è fortemente influenzata dal tuo tipo di esperienza.
  • Che operano in settori in crescita o comunque non in crisi.
  • Con una particolare organizzazione. 
  • In cui il ruolo è disponibile.
Caratteristiche delle aziende
08:24

Hai investito tempo e passione nel preparare le tue proposte di collaborazione e alla fine hai avuto successo!

Arrivi al colloquio e va tutto bene. L’azienda ti piace e tu piaci al selezionatore. Passi al secondo colloquio e, dato che anche questo incontro è andato bene, si parla della tua retribuzione. Ti chiedono del tuo attuale trattamento economico e di quello desiderato. Riporti le informazioni richieste, specificando la retribuzione che ragionevolmente pensi di meritare per l’esperienza e le tue capacità e per la complessità e importanza del ruolo.

Improvvisamente senti che qualcosa è cambiato nell’atteggiamento del tuo interlocutore. Andava tutto bene, ma ora c’è un problema: chiedi una cifra che l’azienda non è in grado di corrisponderti.

Non è una questione di volontà ma di possibilità. L’azienda non è quella che avevi immaginato. Qualche timido tentativo di ragionare sulla cifra o sulle altre condizioni contrattuali lo fate, ma di fatto siete troppo distanti dall’accordo che vada bene a entrambi.

Hai perso tempo e una piccola parte della fiducia in te stesso. Possibile che devi rinunciare a guadagnare quello che meriti? No, non devi.  

Se il tuo scopo è guadagnare il più possibile e non hai il timore o il problema di cambiare tipo di azienda, zona geografica o altro, devi capire dove concentrare gli sforzi nella ricerca.

Aziende dove si guadagna di più
03:38

Se il tuo obiettivo è trovare un posto di lavoro da mantenere più a lungo, devi scegliere un’azienda con un basso turnover del personale.

LinkedIn offre uno strumento molto interessate che ti consiglio di utilizzare. Su ogni pagina aziendale è riportato la durata media del rapporto di lavoro. Per quanto questo dato possa essere falsato dal fatto che non tutti i dipendenti sono registrati su LinkedIn e che non tutti aggiornano correttamente il loro profilo, resta comunque un dato attendibile. Questo può farti capire se vale effettivamente la pena spendere tempo e attenzione con una determinata azienda.

Un alto tasso di turnover può essere associato a ritmi di lavoro difficili da sostenere o un ambiente di lavoro non piacevole, scarsa considerazione dei collaboratori e così via.

Valuta quindi bene prima di fare la tua scelta.

Aziende dove si rimane più a lungo
02:37

Le aziende in cui hai più probabilità di essere preso in seria considerazione, sono quelle che sono in crescita come numero di dipendenti.

LinkedIn offre uno strumento molto interessate che ti consiglio di utilizzare. Su ogni pagina aziendale è il numero dei dipendenti e il loro trend di crescita (o decrescita). Per quanto questo dato possa essere falsato dal fatto che non tutti i dipendenti sono registrati su LinkedIn e che non tutti aggiornano correttamente il loro profilo, resta comunque un dato attendibile. Questo può farti capire se vale effettivamente la pena spendere tempo e attenzione con una determinata azienda.

Aziende in crescita
02:48

Esistono diversi metodi per trovare le aziende che possono essere interessate alle tue caratteristiche. 

Social network.

LinkedIn è sicuramente il migliore strumento per trovare le aziende a seconda delle loro caratteristiche.

Il sistema di ricerca interno ti permette di ottenere elenchi molto precisi a seconda di diversi parametri di ricerca tra i quali:

  • Zona geografica.
  • Tipo di settore in cui operano.
  • Numero dei collaboratori.

Nota. LinkedIn continua a cambiare le modalità di ricerca e le possibilità offerte ai propri iscritti per cui nel tempo gli elementi che ho descritto potrebbero essere sostituiti da altri.

Motori di ricerca.

La ricerca può essere impostata in modi diversi. Considera che i motori di ricerca tendono a personalizzare quanto gli chiedi, per cui puoi essere molto generico. Esempio. Mettiamo che stai cercando l’elenco delle aziende che operano nel settore della moda in zona Bologna.

Basterà che tu inserisca le parole:

lista aziende moda bologna

e il motore di ricerca cercherà di portarti al risultato migliore.

Banche dati delle imprese.

Sono strumenti alle volte poco aggiornati e incompleti, soprattutto nella versione gratuita; eppure puoi ricavare qualche dato utile. Molti di loro dispongono di “Directory di aziende e business data solution” che hanno lo scopo di indirizzarti verso i nominativi delle aziende che loro recensiscono. 

Come trovare le aziende
02:45

Dopo aver inviato tante proposte di collaborazione, qualcuno ti risponde e ti invita al colloquio. L’incontro va molto bene: c’è intesa con chi ti sta selezionando e con chi potrebbe diventare il tuo capo.

Vi vedete un altro paio di volte, poi arriva l’offerta. Retribuzione, livello, funzioni e responsabilità offerti sono perfetti. Ci pensi su per far vedere che sai prendere decisioni ragionate. Accetti.

Lasci l’attuale posto di lavoro e ti lanci nella nuova avventura. Era tempo che aspettavi di cambiare. La gioia per aver vinto la competizione per il lavoro è grande. Ce l’hai fatta, malgrado il periodo non sia tra i migliori.

Arrivi puntuale all’appuntamento con il tuo nuovo lavoro. Conosci colleghi, capi e collaboratori.

Poi succede qualcosa. Improvvisamente ti accorgi che l’azienda non era così magnifica come sembrava. Qualche dubbio era venuto quando hai scoperto che diversi persone avevano lasciato da poco l’azienda; anche altri tuoi colleghi stanno facendo la stessa cosa.

L’azienda sta andando male e la cosa peggiore è che sembra che la Direzione Generale non sappia proprio come rimediare. Vanno avanti come se niente fosse, aspettano che il problema si risolva e, nel frattempo, adottano strane strategie di riorganizzazione e di riduzione dei costi.

Inizi a sospettare di aver commesso un grosso errore. Sei nella tipica azienda che, malgrado la grave situazione, continua a prendere nuovo personale e a lasciarlo appena non ne ha più bisogno. Ora sai che il tuo futuro è appeso a un filo.

Rilassati: è solo un incubo.

Evitare le aziende sbagliate
03:44

Quell’azienda ti ha colpito e vorresti iniziare una collaborazione professionale. Hai provato a inviare la tua proposta alle risorse umane ma non ottieni alcuna risposta. Probabilmente ne ricevono troppe, dato che l’azienda è importante e conosciuta. Non vuoi abbandonare l’idea di poter entrare a far parte dell’organizzazione, per cui decidi di cambiare strada.

Guardi l’elenco delle persone che lavorano in quell’azienda e rimani colpito da quante sono. Non vuoi apparire come uno spammer che sommerge chiunque con le sue comunicazioni nella vana speranza di essere considerato. Non è un buon modo per iniziare una relazione professionale.

Come fare per essere sicuro di contattare solo le persone giuste?

Come si scelgono le persone (Lez. 34-37)
06:07

Il modo più naturale è quello di rivolgersi alla persona che ricopre la funzione più importante in azienda come il CEO, l’imprenditore, il Direttore generale.

Se questa persona dimostra interesse nei tuoi confronti, si preoccuperà di contattarti direttamente oppure delegherà l’attività alle risorse umane aziendali.

Esistono però altre strade altrettanto efficaci. Una di queste è passare attraverso una figura influente intermedia, in particolare quella che potrebbe diventare il tuo referente.

A quali persone rivolgersi
07:03

Tempo fa ho tentato di contattare un importante dirigente di un’azienda a cui volevo proporre un prodotto.

Gli ho inviato messaggi e lettere per giorni, senza risultato. Il mio sanguinario istinto commerciale mi porta a non accettare il silenzio come risposta, ho chiamato l’azienda chiedendo direttamente di questa persona.

Scoprii che aveva cambiato azienda! Mi sono sentito un po’ stupido per aver perso tutto quel tempo nel tentativo di entrare in contatto con chi non poteva più essermi utile. Cose del genere accadono anche quando si prova a inviare una proposta di collaborazione. Si aspetta una risposta a una domanda che non è mai arrivata a destinazione. 

Come trovare le persone
07:23

La cosa può apparire insolita vista la diffusione degli strumenti elettronici, ma la prima proposta di collaborazione ti consiglio di inviarla tramite posta cartacea raccomandata. Per far questo, devi conoscere l’indirizzo fisico a cui destinare questa comunicazione.

Solitamente i dati sono riportati nel sito dell’azienda ma bisogna fare attenzione in quanto la sede legale non sempre corrisponde a quella in cui si trovano gli uffici operativi.

Per i successivi contatti, puoi utilizzare anche la posta elettronica a condizione che tu utilizzi il preciso indirizzo email della persona. 

Scoprire i riferimenti delle persone
04:21

Nella corsa frenetica per trovare quel nuovo lavoro inseguito da troppo tempo, passi rapidamente in rassegna un’azienda dopo l’altra. Ti segni il nome di quel manager o di quell’altro dirigente che ti sembra possano essere interessati a valutare la tua collaborazione. Personalizzi e spedisci la tua proposta di collaborazione.

Inspiegabilmente ci sono persone che ti rispondono e altre che non ti considerano minimamente: stesse condizioni ma risultati completamente diversi.

Il problema nasce dalla fretta con cui hai popolato la lista delle persone a cui inviare la tua proposta. È un atteggiamento molto comune, che a volte invalida qualsiasi ottimo tentativo.

Quando valuti una persona a cui rivolgerti, devi essere sicuro che questa sia nella condizione di poterti rispondere per valutare una possibile collaborazione. Averla scelta perché ricopre un ruolo importante e perché può ottenere un vantaggio personale dal tuo inserimento in azienda non è sufficiente. 

A quali persone NON rivolgersi
03:50
+ Passo 3. Credibilità
14 lectures 01:19:38

Di concrete opportunità di lavoro ne vedi poche o nessuna. Eppure di esperienze, titoli e attività ne hai raccolti tante e riporti tutto nella tua proposta di collaborazione.

Niente da fare. Qualche colloquio lo hai fatto ma sembrava proprio che fossi lì solo per fare numero. È come se non avessero valutato la tua storia professionale nel modo che meritava. Sei uno dei tanti.

In più, in qualche occasione, hai avuto la percezione di non essere affatto creduto. Sai bene che ci sono persone che per trovare un nuovo lavoro affermerebbero qualsiasi cosa. Questo atteggiamento alla lunga rende scettico chiunque si occupi di selezionare nuovi collaboratori.

Non è giusto nei tuoi confronti; purtroppo è normale: sei valutato non credibile.

Preview 02:49

Quante volte qualcuno ti ha dato un consiglio non richiesto?

A volte lo hai accettato volentieri, mentre in altre occasioni hai reagito pensando: “Ma chi sei tu per dirmi cosa devo fare?”. La differenza tra una reazione e l’altra dipende dalla credibilità della persona che ti ha dato il consiglio.

Nella proposta di collaborazione basata sul Metodo Colloquio Diretto è la stessa cosa.

Perché è importante la credibilità?
05:17

Internet e in particolare i social network hanno favorito la presenza di una strana e improbabile categoria di personaggi: quelli che si auto-definiscono “persone di successo”. Il fenomeno ormai cresce senza limite e senza controllo. Ognuno può pubblicamente dichiarare di avere successo nella vita privata come in quella professionale, senza averne titolo.

La crisi, con la conseguente riduzione dei posti di lavoro disponibili, sta portando molte persone a esagerare nell’esprimere i caratteri della propria professionalità, nel tentativo di essere notato e passare la prima selezione. Tutto questo è un grave rischio per il buon esito delle tue proposte di collaborazione.

Ormai chi si occupa di selezione parte dal presupposto che qualsiasi affermazione che definisce la professionalità deve essere controllata nel dettaglio, cercando prove tangibili.

Tu puoi affermare qualsiasi cosa nella tua proposta di collaborazione o durante il colloquio ma se non presenti prove evidenti che dimostrano la tua credibilità, non vai molto lontano. 

Se fai qualcosa di buono e nessuno... (Lez. 41-43)
03:44

Il caso di successo è la prova più evidente e concreta che sei chi affermi di essere. Il caso di successo può essere rappresentato da qualsiasi attività cui hai collaborato e che ha prodotto un risultato positivo.

Sarebbe perfetto se non fosse che questo tipo di prova ha un terribile limite: deve essere ben documentata. Per descrivere bene un caso di successo, devi adottare un accorgimento un po’ particolare di cui sicuramente nessuno ti ha mai parlato prima.

Il limite del caso di successo
02:33

Il valore del caso di successo si valuta con diversi parametri:

  1. Entità. Ridurre di 10.000 euro il costo di gestione delle merci di magazzino non è come averlo fatto di 1.000 euro. In questo caso i numeri contano.
  2. Tempo. Un risultato di minor valore ma ottenuto in tempi più brevi può essere considerato molto meglio di un risultato straordinario ma ottenuto dopo molto tempo.
  3. Investimento. Inutile dirlo ma purtroppo molte aziende vivono ancora nell’illusione di poter avere tutto, subito e gratis. Io ti consiglio di descrivere bene i costi economici e operativi che sono stati necessari per evitare o di non essere creduto oppure di essere frainteso.
  4. Replicabilità. Un caso di successo ottenuto in un contesto troppo diverso da quello del tuo potenziale datore di lavoro, non ottiene un grosso effetto. Devi quindi descrivere con molta chiarezza quali sono i punti in comune e quali invece non lo sono affatto.   
Il valore del successo
05:14

Foto.

Raccogli il maggior numero di informazioni sullo stato che precedeva e giustificava l’attività stessa (es. costi elevati, problemi organizzativi, perdita di clienti…) unito a una “foto” della situazione che descriveva gli elementi su cui l’attività è stata dedicata (esempio: fatturato, marginalità, giacenze di magazzino, numero clienti, soddisfazione dei collaboratori…).

Criteri.

Identifica e riporta quali sono stati i criteri di scelta delle soluzioni e/o dei fornitori coinvolti nell’attività in maniera da far comprendere che tutto è stato preceduto da una buona analisi e giusto raziocinio.

Problemi.

Parla dei problemi tecnici o organizzativi che hai incontrato ma che hai risolto. Questa è una parte importante poiché giustifica il motivo per cui il nuovo potenziale datore di lavoro dovrebbe prenderti in seria considerazione.

Costi.

Ogni risultato ha un costo. Devi quindi fare una valutazione dei costi economici o organizzativi o di qualsiasi altra natura che sono stati necessari all’attività.  Assicurati di non comunicare informazioni troppo riservate.

Risultati.

Verifica e riporta i risultati ottenuti nel breve/medio/lungo periodo. Ricorda che è questo è uno dei motivi per cui un’azienda potrebbe preferire te a quella folla di persone che vorrebbe la tua stessa occasione.

Successo pezzo per pezzo
09:02

Le referenze sono le testimonianze da parte di persone che hanno lavorato con te o che semplicemente ti conoscono bene.

Le referenze sono uno straordinario strumento di riprova sociale. Le persone, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o le scelte che sono fatte da altre persone.

Riprova sociale: Le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone. È il fenomeno psicologico-sociale alla base della diffusione delle "mode".

Robert Cialdini

Riprova sociale
04:35
Caratteristiche delle referenze (lez. 46-51)
05:59

Le referenze sono più forti se la persona che te le fornisce è simile al destinatario della tua proposta di collaborazione per cui devi scegliere con cura quali usare secondo il caso. 

Tipo di referente
03:23

Le referenze devono apparire credibili. Inserire elementi falsi o generici che non si addicono a te, è il migliore modo affinché la tua proposta di collaborazione sia cestinata e il tuo nome sia ricordato come qualcuno con cui non si vuole avere alcun rapporto. Molto meglio non inserire referenze se non sono veritiere.

Credibilità della referenza
02:07

Se riesci ad essere tu a proporre al tuo testimone il testo della referenza, esistono delle strategie che possono renderla particolarmente efficace.

L’aspetto più importante delle referenze, riguarda il tema che vanno a trattare. Non solo devono esprimere i risultati che hai conseguito (es. “ha permesso di ridurre le fatture scadute dei clienti”) ma anche delle sensazioni provate a lavorare con te.

In assoluto, le referenze migliori sono quelle che vanno a superare le tipiche obiezioni che vengono fatte durante un colloquio e che ti portano a non essere considerato un candidato valido.

Contenuto della referenza
12:37

Per essere sicuro di ottenere una buona referenza è necessario seguire una precisa procedura

Come ottenere buone referenze
08:06

Cerchi lavoro da qualche tempo ma di risposte ne ricevi poche. Pensi che le tue proposte non siano arrivate a destinazione per qualche problema tecnico oppure perché troppe persone si sono offerte alla stessa azienda.

Decidi di arrivare l’opzione della ricevuta di ritorno della tua casella email, così da essere informato se il messaggio è stato aperto.

Funziona! Ricevi la ricevuta di ritorno, la tua email è stata letta. Attendi qualche giorno, ma nessuno ti contatta. Forse non sei ancora riuscito a presentarti al meglio.

Mentre ti chiedi che cosa manca alla tua proposta, vieni contattato da un’azienda che ha ricevuto il tuo nome da un tuo ex collega. La segnalazione del tuo ex collega li ha convinti perché stanno cercando proprio una persona con le tue competenze.

Il colloquio sta andando bene ma, verso la fine dell’incontro, il selezionatore fa una richiesta inattesa. Chiede di fornire almeno due nominativi di persone che possono testimoniare le tue capacità. Sta chiedendo le tue referenze.

Sei impreparato, non ti aspettavi una cosa del genere e spieghi che non disponi di queste prove della tua credibilità. La persona ti informa che per loro procedura aziendale non possono proseguire la selezione.

Questa procedura è molto comune tra le aziende e probabilmente è il motivo per cui di risposte alle tue proposte di collaborazione ne ricevi poche.

Non hai mai dovuto chiedere a qualcuno di testimoniare la tua professionalità. Adesso capisci che la cosa è assolutamente necessaria. Il problema è che hai timore a chiedere referenze, non sai come fare.

Ti sembra quasi un obiettivo troppo alto da raggiungere. Esiste il modo per superare facilmente questo ostacolo mentale. 

Superare la paura di chiedere referenze
05:47

Ottenere referenze da parte di colleghi o superiori può colpire chi valuterà la tua proposta di collaborazione. Ma c’è un problema. Spesso ci sono aziende che reagiscono male quando pensano che un collaboratore stia cercando una nuova occupazione. Nei casi più estremi si può arrivare al mobbing o peggio. Bisogna stare attenti.

Referenze camuffate
08:25
+ Passo 4. L'interlocutore
15 lectures 01:42:23

Ti proponi nella maniera indicata: formale, professionale e sintetica. Eppure vengono scelte persone con una preparazione inferiore alla tua. Tu possiedi più titoli, maggiore esperienza e forse anche una superiore capacità di portare risultati.

Eppure viene preferito qualcun altro. Non sai spiegartelo: perché quella persona così professionale e importante a cui hai inviato la proposta ha fatto questa scelta discutibile?

A ogni rifiuto o quando ti ignorano ripeti le stesse domande: che cosa è mancato? Che cosa non è stato presentato correttamente?

Non trovi la spiegazione, decidi allora di aumentare il numero delle informazioni presenti nella tua proposta di collaborazione. Aggiungi altre conoscenze tecniche, anche quelle che non usi da tempo. Aumenti il dettaglio delle tue attività e specifichi meglio i ruoli ricoperti.

Non cambia nulla. Solo allora capisci che chi è riuscito a farsi scegliere al tuo posto disponeva di un’informazione importante. Qualcosa di decisivo per chi ha fatto la scelta. Qualcosa che ha influenzato il giudizio personale di chi ha fatto la selezione delle proposte di collaborazione.

Intesa come entità, un’azienda non ha sentimenti, antipatie, gelosie o amori. Un’azienda è un freddo sistema che decide l’acquisizione di risorse e collaboratori in maniera distaccata e razionale.

Quello che inspiegabilmente nessuno ti ha mai fatto notare è che invece sarai valutato da una persona, non da un’azienda! 

Preview 02:37

Non sono uno psicologo per cui tratterò i seguenti argomenti in maniera molto cauta e utilizzando solo quegli elementi che sono di facile comprensione e che in passato si sono rivelati efficaci.

I bisogni delle persone
06:32

Indifferentemente dal ruolo aziendale, in qualsiasi persona esistono degli “interruttori” in grado di provocare delle reazioni emotive che possono farti comodo. Nell’ambito della psicologia, questi interruttori sono chiamati “leve emozionali”.

Leve emozionali (Lez. 56-57)
03:31

Il dolore è uno degli stimoli più forti. La paura di fare una brutta figura o di perdere il posto di lavoro sono stimoli talmente potenti per un manager aziendale che spazzano via qualsiasi freno a prendere una decisione, anche se difficile o pericolosa.

Di paure ovviamente ne esistono tante. Dovrai capire quali sono le più potenti. Fai una lista completa di tutto quello che può essere considerato un male per il tuo interlocutore, senza tralasciare nulla. Ci sono persone che hanno bisogno di vedersi crollare tutto addosso prima di prendere una decisione; per questo dovrai definirgli uno scenario molto simile a un terremoto, se vuoi che ti chiamino per incontrarti.

Paura / Preoccupazione
09:34

I desideri sono gli stimoli predominanti da chi è ambizioso: caratteristica molto comune da chi ricopre funzioni importanti in azienda. Ci sono delle ambizioni comuni a tutti e ci sono ambizioni particolari riferite alla funzione aziendale. 

Amore / Odio / Desiderio
07:05

La conoscenza dell’ambiente lavorativo della persona, ti permette di capire meglio quelle che possono essere le sue potenziali esigenze. È importante quindi che tu conosca alcuni elementi.

Ambiente lavorativo (Lez. 58-62)
05:18

Lavori da qualche tempo: sai bene che spesso i piani di lavoro subiscono delle variazioni. Questo a causa di situazioni impossibili da prevedere.

Proprio per questo motivo una delle caratteristiche sempre più richiesta ai collaboratori è il saper gestire, se non addirittura anticipare, le situazioni impreviste. Questa caratteristica fa parte di quelle che comunemente vengono definitive “soft skills” o “capacità trasversali”.

Per quanto riguarda la gestione dei problemi, è importante dimostrare la propria capacità di:

  • risolvere problemi attuali e nuovi;
  • prevedere e anticipare problemi che possano verificarsi in futuro;
  • analizzare i risultati ottenuti dalla loro risoluzione.

Tutto molto bello. Peccato sia difficile da rappresentare in maniera credibile al potenziale datore di lavoro in una proposta di collaborazione.

Occupazione
05:49

Poche persone possono permettersi di svolgere un lavoro assolutamente tranquillo e privo di influenze esterne. Se la persona è il responsabile di un determinato settore, avrà quotidianamente a che fare con le attività degli altri settori, uffici o dipartimenti aziendali.

Influenze
05:17

Anche se sei la persona giusta per ricoprire il ruolo per cui ti proponi, non vieni preso in considerazione. Eppure conosci molto bene quel particolare tipo di azienda. Sembra proprio che tutti i potenziali datori di lavoro si siano messi d’accordo per escluderti.

Provi a cambiare tipo di azienda, qualche risposta la ottieni. Ma non è quello che cerchi. Vuoi iniziare un rapporto professionale dove sai che puoi dare il massimo, fare carriera, ma sembra che ci sia qualcosa che ti blocca. Non capisci cosa.

Spesso le decisioni sono condizionate da situazioni esterne. Queste possono essere continuative oppure momentanee. La stessa cosa accade per le decisioni aziendali che riguardano l’assunzione di un nuovo collaboratore.

Riuscire a valutare in anticipo queste fattori esterni può darti un vantaggio e far balzare la tua proposta in cima alle preferenze.

Situazioni
09:02

I manager sono condizionati da diversi pregiudizi. Oltre ai pregiudizi sulla persona, molti di questi sono rivolti al tipo di lavoro che svolge.

Per esempio i manager che si occupano di marketing sono tacciati di poca concretezza mentre i manager amministrativi sono considerati incapaci di adeguarsi ai cambiamenti.  

Pregiudizi
04:25

Lo scetticismo è un tratto comune per alcune funzioni aziendali. Difficilmente un manager abituato a lavorare sempre nello stesso modo potrà credere che tu riesca a cambiare tutto in pochi giorni, ottenendo per di più il doppio dei risultati. Questa tendenza sarà inoltre più diffusa in settori aziendali dove la novità non è considerata con troppo favore e sarà oggetto di grande scetticismo.

Scetticismo
02:15

Esistono due modi per capire il tuo interlocutore.

Il primo deriva dalla tua esperienza diretta ovvero da quello che hai potuto notare durante l’attività professionale che hai svolto in passato. È l’ideale quando stai cercando un lavoro molto simile al precedente.

Il secondo invece deve essere dedotto dall’osservazione esterna. È un’attività necessaria quando stai cercando un lavoro molto diverso dal precedente.

Capire l'interlocutore (Lez. 64-66)
03:16

Se stai cercando un lavoro con le stesse caratteristiche dell’attuale, magari nello stesso tipo di azienda, tu sei già nella condizione di capire quali possono essere le preoccupazioni o le ambizioni del tuo interlocutore. Devi solo trovare il modo di estrarle dai tuoi ricordi.


Esperienza diretta
18:19

Se ti vuoi proporre per un ruolo o un tipo di azienda completamente diverse dalla tua esperienza, devi seguire un'apposita procedura per capire il tuo interlocutore.

Esperienza indiretta
12:40
Esempio di analisi tramite esperienza indiretta
06:43
+ Passo 5. Comunica
21 lectures 02:20:51

Invii la tua proposta di collaborazione in risposta a un annuncio di lavoro perfetto per te. Passa il tempo e non ricevi alcuna risposta. Ti incuriosisci e siccome vuoi capire meglio il motivo chiami in azienda la persona a cui l’hai mandata.

Non è un sollecito o una lamentela, vuoi solo capire se la persona ha bisogno di ulteriori informazioni per fare la tua scelta oppure sapere se la scelta è stata fatta e poterti così dare pace.

Riesci a parlare con questa persona e la risposta ti lascia senza parole. A me e ad alcuni miei studenti è capitato. La persona si ricorda di aver letto la tua proposta ma non sa perché non ha proceduto a inserirti tra i candidati da invitare al colloquio.

Uno dei principali motivi per cui il selezionatore non ha proceduto è semplice e spaventoso nello stesso momento. Non è stata in grado di capire dal tuo testo il valore della tua professionalità ed esperienza.

Preview 02:40

Comunicare in maniera efficace è la capacità di influenzare il comportamento di un altro. È un processo nel quale tu trasmetti dei significati al tuo interlocutore.

Per ottenere questo devi condividere informazioni, conoscenze, bisogni, atteggiamenti, emozioni, percezioni in un determinato contesto su tematiche comuni.

L'efficacia della tua comunicazione si ottiene quando chi riceve capisce esattamente quello che intendi dire e reagisce nel modo che ti aspetti. Puoi ottenere buoni risultati di comunicazione anche usando mezzi che non prevedono la possibilità di uno scambio nelle due direzioni.

Comporre una comunicazione
10:32

Il titolo è una delle parti più importanti, perché deve catturare l’attenzione della persona a cui hai inviato la tua proposta di collaborazione. Tipicamente le persone più importanti dell’azienda sono anche quelle che hanno meno tempo libero, per cui il messaggio del titolo deve essere breve ed efficace per catturare la loro attenzione. 

Considera che il titolo rappresenta la prima (e forse unica cosa) che il tuo interlocutore valuterà per decidere se continuare o meno la lettura. Può essere rappresentato da una sola frase (titolo sintetico) oppure dalla composizione di diverse frasi (titolo di apertura).

Titolo (Lez. 70-72)
05:50

Il titolo sintetico è rappresentato da una sola frase. È usato quando si vuole richiamare l’attenzione occasionale in un contesto molto affollato di informazioni.

Il titolo di apertura è composto da due parti: il richiamo (simile al titolo sintetico) e lo sviluppo. Puoi usare diverse formule per creare un titolo di apertura che colpisca il tuo interlocutore profondamente e lo obblighi a continuare. 


Composizione del titolo
22:04

Spesso la nostra mente reagisce agli stimoli in modo diverso da quello che ci si aspetta. La presenza massiccia di tante informazioni erogate da diversi strumenti di comunicazione ha recentemente permesso alla scienza di scoprire alcuni elementi che amplificano le nostre percezioni. 

Stratagemmi per un titolo efficace
06:47

A seconda del tipo di aziende e persone cui ti rivolgi, puoi scegliere diversi modelli di titolo.

Ognuno di questi è diverso a seconda delle leve emozionali che hai deciso di attivare nel tuo interlocutore. Ovviamente ti propongo sono solo degli esempi, puoi inventare stili completamente diversi a seconda del messaggio da trasmettere. 

Modelli di titolo
18:32

L’avvio ha lo scopo di estendere il messaggio già anticipato con il titolo, spingendo l’interlocutore ad affrontare il messaggio seguente.

È simile alla solita formula di cortesia che si usa nei classici messaggi tra persone che non si conoscono, ma molto più potente in quanto ha lo scopo di innescare la lettura del testo facendo leva sull’interesse del lettore.

Avvio
09:49

Questa parte serve per facilitare al tuo lettore la comprensione di quanto le tue competenze e capacità possano essergli utili. Le persone adorano i racconti. Dalla Bibbia in avanti, i racconti sono sempre stati uno dei migliori veicoli per trasmettere efficacemente messaggi di qualsiasi tipo. 

Racconto (Lez. 74-75)
01:42

I racconti fanno riferimento al tuo passato lavorativo. Devono essere credibili, anche se non necessariamente precisi, perché servono solo a fornire un esempio di quello che tu sei in grado di far ottenere al tuo potenziale datore di lavoro.

I racconti non devono esprimere solo le attività che hai realizzato, ma anche quelle che potresti realizzare grazie alle tue conoscenze. 

Modelli di racconto
35:18

Le persone tendono a rimandare le decisioni fino a distrarsi e dimenticare di aver trovato qualcosa di utile da approfondire.

Non puoi permetterlo. L’azione serve appunto per fornirgli le istruzioni per agire e prendere contatto con te, subito. 

Azione
02:00

È arrivato il momento di congedarti. Lo fai ringraziando per l’attenzione. Sfrutti però questo momento per rilanciare, facendo in modo che il tuo interlocutore possa approfondire la tua conoscenza, visitando il tuo profilo LinkedIn o qualsiasi altro documento a cui può accedere.

Chiusura
03:45

Viviamo in un’era in cui le informazioni ci piombano addosso in maniera massiccia e frenetica, per cui è quasi impossibile dare attenzione a tutto.

È necessario quindi adottare degli accorgimenti per evitare che la tua proposta di collaborazione sia cestinata dopo pochi secondi da parte di una persona che probabilmente è stressata dal lavoro e ha veramente poco tempo per darti l’attenzione che meriti.

Stile (Lez. 79-87)
02:12

Hai mai sentito parlare del termine “muro di parole”? È la sensazione che si prova quando si apre una pagina piena di parole dove non esistono interruzioni di righe e paragrafi.


Muro di parole
02:39

In momenti di crisi economica come l’attuale, chi cerca lavoro senza usare un metodo professionale per presentarsi non ottiene risultati. Per questo sprofonda in una spirale discendente che lo porta molto vicino alla disperazione. In questa situazione entra nella condizione mentale di fare e dire qualsiasi cosa pur di ottenere un colloquio di lavoro. 

Per questo motivo, a ogni affermazione riportata nella proposta di collaborazione devi far seguire prove tangibili che attestino la tua credibilità. Servono referenze, casi di successo o altri elementi inconfutabili. 


Non dire, dimostra
02:36

Ricopri un determinato ruolo in azienda, cui corrisponde uno specifico titolo. Pensi che il titolo sia più che sufficiente per definirti con completezza.

Non è così. Occorre dettagliare compiti e responsabilità.

Il problema non è tuo. Le aziende italiane, negli ultimi anni, hanno preso l’abitudine di definire i ruoli aziendali adottando termini inglesi e, peggio ancora, assegnano ai titoli significati diversi dall’originale.

Espandi la descrizione
03:41

Per ogni frase, chiediti: “Aggiunge qualcosa di significativo al mio discorso?”. Ricorda che il tuo interlocutore potrebbe leggere la tua proposta di collaborazione in un momento in cui ha pochissimo tempo.

Esiste poi un altro aspetto da non trascurare. Ogni volta che farai una asserzione, il tuo interlocutore potrebbe non essere d’accordo oppure potrebbe non capirla in quanto non dispone della cultura necessaria. Anche in questo caso limitarsi a scrivere il minimo necessario si rivela una buona strategia. 

Sicuro che serve?
01:02

Ci sono ambiti come quello giuridico, medico e informatico dove si parla un linguaggio tecnico alla portata solo degli esperti. Da una parte è importante che tu faccia capire al tuo interlocutore che sei parte di questo gruppo, dall’altra provocherai un rallentamento della lettura.

Ovunque non sia necessario utilizzare parole complesse, trova il modo di semplificare fino a utilizzare termini quasi banali.

Elimina parole in dialetto, allusioni, termini tecnici, metafore. Le persone, soprattutto quando indaffarate e non possono prestare completa attenzione alla tua proposta di collaborazione, potrebbero fraintendere qualsiasi tua parola. Per cui…

semplifica, semplifica, semplifica!

Parole troppo complesse
01:36

Tranne che per i titoli, ti consiglio di scegliere una dimensione del carattere e mantenerla per tutto il testo.

Creare testi con oltre tre dimensioni del carattere può portare nel lettore uno stato di confusione che non ti puoi permettere. Considera di usare una dimensione minima che possa essere letta anche da chi ha qualche difficoltà con i caratteri piccoli (dimensione carattere: 14-16 punti).

Dimensione dei caratteri
02:30

Quando devi attirare l’attenzione su una frase o una parola, puoi utilizzare una serie di formati grafici come:

·        Sottolineatura.

  • Centratura.

·        Corsivo.

·        Evidenziatore testo.

·        MAIUSCOLO.

·        “Virgolettato”.

Non farne un uso eccessivo. Considera che l’attenzione è divisa per ogni formato grafico speciale utilizzato. Più ne utilizzi e meno attenzione sarà concessa ai singoli punti.  

Formati grafici
01:30

Potrebbe accadere che chi legge la tua proposta di collaborazione sia una persona che tende a scorrere velocemente il testo prima di decidere se leggerlo subito o rimandare.

Per fare in modo che il testo venga letto tutto subito, ti consiglio di utilizzare una tecnica molto semplice: comporre un “riassunto” usando le parole evidenziate.

Questo permette sia di dare movimento visivo al testo, sia di mettere in luce gli argomenti più importanti. E questo invoglierà il lettore a leggere.

Grassetto
02:46

Un proposta di collaborazione deve essere simile a un colloquio tra persone che si conoscono o che condividono le stesse informazioni ed esperienze.

Per questo la persona deve “vederti in faccia”, tramite una foto in primo piano. La foto deve rappresentare l’immagine che vuoi dare al lettore. Ti consiglio quindi di non utilizzare foto dove sei in costume da bagno o in altri momenti di “libertà”.

Ecco un piccolo stratagemma. Fai finta di dover recitare a voce alta tutto il testo della proposta di collaborazione di fronte al tuo interlocutore. Come ti presenteresti (vestito, atteggiamento, ecc.)? Nella tua foto devi apparire nello stesso modo.

Immagine
01:20
+ Passo 6. Gli strumenti (Sez. 9-13)
1 lecture 12:52

Il Metodo Colloquio Diretto prevede una serie di strumenti molto diversi tra loro. Questo permette di poterti proporre con efficacia a qualsiasi tipo di azienda, tipo di selezionatore e situazione.

Preview 12:52
+ Passo 6.1 Lettera di Colloquio Diretto (LCD)
24 lectures 02:41:10

La Lettera di Colloquio Diretto (abbreviato LCD) è un potente strumento da utilizzare per le tue proposte di collaborazione, in quanto sfrutta al massimo le tecniche di comunicazione del metodo.

È in grado di coinvolgere entrambi le parti del cervello del tuo interlocutore: quella emotiva che reagisce in maniera istintiva ed immediata, quella razionale che decide in base al ragionamento e all’analisi.

LCD: emozionale e razionale
03:01

Le parti possono essere usate, invertite o omesse a seconda dei casi. 

Struttura base della LCD (Lez. 91-98)
06:16

Il titolo di apertura è un discorso sintetico, chiaro ed efficace che serve, in pochi secondi, a convincere il tuo potenziale datore di lavoro a investire la sua attenzione su di te. 

LCD: Titolo di apertura
03:06

Dopo aver dato una piccola scarica di adrenalina alla persona che legge la tua Lettera di Colloquio Diretto, è il momento di presentarti. 

LCD: Avvio + Sommario
05:01

Il racconto deve partire dalla situazione precedente all’applicazione della soluzione fino ad arrivare al periodo successivo.

In questo racconto devi inserire tutte le situazioni in cui il destinatario può ritrovarsi.

Non esistono schemi e formule fissi. Qui dovrai usare un po’ di creatività, descrivendo tutti i fatti e gli eventi che possono contribuire a rafforzare il messaggio.

LCD: Racconto
18:52

È arrivato il momento di eliminare qualsiasi dubbio sulla tua credibilità. Lo hai già fatto descrivendo i problemi e le soluzioni ma adesso devi far parlare i tuoi testimoni.

LCD: Referenze
03:56

Sei arrivato a presentare la tua proposta di collaborazione. Qui devi spiegare a quale posizione lavorativa sei interessato. 

LCD: Offerta
02:55

Soprattutto quando ti rivolgerai a persone che decidono seguendo la logica (per esempio: imprenditori, amministrativi, informatici) è necessario che tu inserisca una parte del testo che darà al tuo interlocutore il tempo e il modo di razionalizzare. Deve decidere se contattarti o meno.

LCD: Riepilogo
04:27

Anche se il tuo interlocutore è rimasto colpito dalla tua presentazione, potrebbe accadere che per qualche motivo si distrae a causa di qualche telefonata o altro tipo di evento. Alla fine potrebbe succedere di dimenticarsi della tua proposta e non contattarti.

Non te lo puoi permettere: il tuo interlocutore deve agire. Questa parte della LCD serve appunto per fornirgli le istruzioni per farlo.

LCD: Azione
02:26

È il momento di chiudere.

Devi lasciare un buon ricordo personale di te, per cui devi inserire di nuovo la tua foto e un paio di righe per i saluti e… di nuovo il modo con cui entrare in contatto con te.

LCD: Chiusura
01:52

Quanto deve esser lunga una LCD?

Non esiste una regola fissa. Io, per esempio ho scritto una LCD di 14 pagine ottenendo uno spettacolare interesse mentre invece altre LCD di 3-4 pagine non sono state neanche lette a metà.

Dipende tutto dalla tua capacità di mantenere l’attenzione del tuo interlocutore e dalle cose che puoi raccontare.

LCD: Quanto lunga?
04:01

Ho chiesto a un mio studente di passarmi il lavoro che ha svolto mentre creava la Lettera di Colloquio Diretto (LCD) con cui ha avuto più successo, aggiungendo la spiegazione passo per passo di come è riuscito in questa attività.

Nota. Questa Lettera di Colloquio Diretto è stata scelta perché contiene tutti gli elementi per cui è l’ideale per lo studio teorico. Questo però non vuol dire che tu debba necessariamente adeguarti a questo tipo di impostazione. Il tuo documento può essere molto più sintetico e contenere solo una parte degli elementi. Ricorda che la Lettera di Colloquio Diretto è qualcosa che deve trasmettere con potenza e trasparenza te, i tuoi valori, le tue capacità per cui…

personalizza, personalizza, personalizza.

LCD: Spiegazione passo a passo
14:42
LCD: Testo finale di esempio (allegati da scaricare)
04:05
LCD: Agente immobiliare pentito
03:25
LCD: Responsabile risorse umane
01:59
LCD: Impiegato contabile amministrativo
02:17
LCD: Venditore
02:00
LCD revisione: Impiegata back-office commerciale
09:34
LCD revisione: Copywriter / SEO / Web specialist
19:27
LCD revisione: Credit manager
14:47
LCD revisione: Responsabile amministrativa
07:27
LCD revisione: Export sales
12:06
LCD revisione: Sales manager
10:21
LCD: Scrivi, scrivi e... scrivi!
03:05
+ Passo 6.2 Lettera di Presentazione Diretta (LPD)
9 lectures 58:40

Prima di farti vedere come comporre la LPD, voglio farti rendere conto della differenza rispetto alla versione standard che usano un po’ tutti.

LPD: Tutto in pochi secondi...
04:16
  • Cosa vuoi ottenere
  • Il motivo per cui ti stai proponendo proprio a quella azienda
  • Il motivo per cui ti stai rivolgendo a quella specifica persona

sono gli elementi che devono comporre la lettera di presentazione in quanto devono rispondere alla domanda presente nella mente del selezionatore: perché questa persona si sta proponendo?

LPD: Strategia
04:58

La Lettera di Presentazione Diretta (o LPD) puoi usarla sia per rispondere a un annuncio che a proporti spontaneamente. Il mio consiglio è di usarla esclusivamente quando la destini al datore di lavoro finale e non alle Società di Selezione conto terzi.

Puoi usarla per accompagnare il Curriculum Vitae oppure per condurre il tuo interlocutore a visionare il tuo profilo LinkedIn o un altro documento.

LPD: Utilizzo
02:44

La LPD è composta da 4 elementi base...

LPD: Struttura base (Lez. 117-120)
04:40
LPD: Titolo di apertura
07:37

Dopo aver dato una piccola scarica di adrenalina alla persona che legge la tua LPD, è il momento di presentarti. 

LPD: Avvio
07:08

Dopo la presentazione di te stesso, devi passare a descrivere il motivo per cui ti stai proponendo per quella posizione in quella specifica azienda e perché sei la migliore scelta da fare per loro.

LPD: Motivo
17:32

È arrivato il momento di congedarti ringraziando per l’attenzione e dare al tuo interlocutore le istruzioni per approfondire la tua conoscenza. Puoi farlo allegando altri documenti o indicando come trovarli in rete.

LPD: Chiusura
05:52

Scopo.

La LPD serve solo a scatenare l’esigenza di approfondire la tua proposta di collaborazione. Non pensarla come un documento che ti fa ottenere subito il colloquio di lavoro (anche se alle volte è sufficiente).

Lunghezza.

Considera che lo spazio a tua disposizione è tra la mezza pagina e la pagina intera. Evita quindi qualsiasi forma o argomento non necessario.

Personalizza. 

La LPD deve dare l’impressione che sia stata scritta apposta per il tuo destinatario. 

LPD: Consigli pratici
03:53