
Introduzione al programma
Perché fare un video didattico sulla respirazione ? Sarebbe molto più facile parlare di belting, di mix, di come prendere le note impossibili, di suoni raschiati, sovraglottici : ma la verità è che, anche se meno commerciale e di moda tutte queste cose non avranno successo senza un controllo sul supporto che è dato dalla consapevolezza su quella che è la respirazione del canto. Se hai una voce che trema, che è calante o crescente, se si stringe man mano che sali di nota, se la tua voce non ha una resistenza e si affatica se non è stabile, il problema è alla base. Tutti gli esercizi che troverai qui, forse a parte due, sono frutto del moi lavoro, della mia creatività,della mia ricerca ed è un lavoro che ho eseguito negli anni grazie agli allievi, italiane ed esteri, che fanno lezione con me.
Molti di loro mi hanno chiesto di realizzare un percorso, un metodo in modo da poter essere seguiti anche a distanza. In questa maniera, con questo tipo di metodo, video metodo, potrai seguire gli esercizi che ti aiuteranno ad avere un supporto vocale per la tua stabilità vocale.
Se ti servisse una mano per avere un programma di lavoro, puoi seguire le schede che ho preparato per te.
Feedback
Un appunto prima di iniziare : sicuramente ti verrà chiesto di dare una recensione prima della fine del corso si può dare ovviamente. Io ti consiglio di fare un po'di pratica, vedere se su di te sta funzionando qualcosa, se senti miglioramenti e poi magari dare una recensione. Questo perché ovviamente insegnare tramite un video è una cosa un po' più lenta ti chiedo questa cortesia, di provare su di te effettivamente gli esercizi del vocal evolution e di sentire su di te se qualcosa sta cambiando e poi magari dare una recensione. Ovviamente sei libero di farlo anche prima non c'è nessun problema, soprattutto se ti piace però quesè unconsiglio che ti do perché effettivamente il video corso è strutturato per fare training , per lavorarci del tempo . Va bene ? Buon lavoro !
Nasale, semi-nasale o no. Ecco spiegati un paio di motivi sulla risonanza.
Respirazione Costo-Diaframmatica – teoria 1
Prima di passare alla parte pratica è doveroso fare qualche accenno sulla respirazione costo-diaframmatica. Anche se son cose sentite e risentite però non basta mai secondo me perché qualche volta si tralasciano delle cose o comunque magari sono state dette delle cose un po' antiche e non funzionano proprio così. Ho diversi allievi che arrivano e mi dicono « ah sai io non respiro di diaframma » pfffffff non si respira di diaframma ovviamente quindi non hanno ben chiaro che cos'è la respirazione costo-diaframmatica.
Passatemi il disegno, non sono molto bravo a disegnare però spero di riuscire a spiegarvi bene come funziona la famosa respirazione costo-diaframmatica.
Le respirazioni più diffuse sono di tre tipi :
abbiamo una respirazione clavicolare, che è una respirazione alta essenzialmente quando io respiro e diciamo che la mia aria andrà a depositare e a sfruttare tutta la parte superiore del moi petto quindi questa ahh ok ? Cosa succede con questo tipo di respirazione : che il moi corpo avrà la necessità di buttare l'aria tutta in una volta fuori e quindi inizieremo ad avere qualche difficoltà sul controllo della voce perché non è gestita, è tutta quanta verso l'esterno. In più il nostro collo inizierà ad irrigidirsi per poter gestire meglio questa cosa. E quindi questa respirazione è sconsigliata.
La respirazione addominale invece, è una respirazione dove io respiro, gonfio la pancia e schhhh e canto con la pancia verso l'esterno. Anche questa respirazione non è molto utile perché vado a contrarre la parte addominale troppo verso il basso, la voce non uscirà, verrà trattenuta troppo verso il basso o spinta troppo verso la fascia addominale. Non è neanche bella da vedere e neanche utile. Questo tipo di respirazione è diffusa perché molte volte l'insegnante ti può dire ok gonfia la pancia per respirare a livello diaframmatico – è vero in parte questa cosa nel senso che manca una parte fondamentale della respirazione che adesso andremo a vedere.
Repirazione costo-diaframmatica : cosavuol dire, che io respiro, porto l'aria giù, il diaframma che sta sotto i polmoni si sposta perché i polmoni si riempiono d'aria e cercano spazio quindi diaciamo che si sposta un po' di più verso il basso e nel momento in cui io butto fuori l'aria il diaframma risale tranquillamente. Qui notiamo un'apertura delle coste verso l'esterno con il respiro fhhhh il diaframma si abbassa, butto fuori l'aria e abbiamo una chiusura delle coste inferiori, normalmente in posizione di riposo e il diaframma risale in posizione. Questa è una respirazione diaframmatica.
Andiamo a vedere quella completa che ci serve per cantare, dove io inspiro, porto l'aria verso il basso, succede quello che è successso prima cioè le coste si allargano verso l'esterno, il diaframma si abbassa ma nel momento in cui dovrò azionare il canto le mie coste dovranno rimanere, ovviamente non completamente, aperte verso l'esterno. In questo modo io sto sfruttando una forza toracica, di muscoli obliqui che vanno a mantanere la posizione del diaframma verso il basso quindi c'è un rallentamento una risalita del diaframma in maniera molto controllata perché ovviamente nel momento in cui io butto fuori l'aria le coste si andranno a chiudere però questa cosa succede in maniera graduale, così come la risalita del diaframma. Questa è la respirazione costo-diaframmatica.
Se riuscite ad osservare me inspiro c'è una dilatazione delle coste, c'è una dilatazione del dorso anche, butto fuori ….... quindi sto aprendo e chiudendo ma in maniera controllata tssssss ok nella prima fuoriuscita tsssssss posso andare avanti per molto tempo se invece respiro mollando l'apertura tssss.
Quindi di fatto la respirazione costo diafframmatica è un controllo sulla risalita del diaframma, è un controlla sulla chiusura delle coste, ed è quella respirazione che ci consente di avere un tappeto, un appoggio sulla voce perché io devo semplicemente appoggiare la mia voce sulla fuoriuscita dell'aria che sarà ben mantenuta.
Questo video è una richiesta specifica di Martina che mi ha chiesto se potevo fare una dimostrazione suddivisa per quanto riguarda i suoni nasali, semi-nasali e orali
Il suonon noasale è caratterizzato dal fatto che il palato molle va ad appoggiarsi sulla lingua quindi l'unica risonanza che noi potremo avere di uscita sonora è attraverso il naso se io tappo il naso in quel momento non uscirà niente tipo nhhhhhin questo modo vuol dire che il palato molle è andato a poggiarsi sulla cavità orale quindi abbiamo chiuso la cavità orale e l'unico suono usciva dal naso
La mia sonorità è effettivamente completamente nasale se io provassi a parlare in una posizione di questo tipo quindi in questa maniera è un suono completamente nasale la prova del nove è tapparsi il naso e scoppiare
l'esempio per trovare questo tipo di suono è fermarsi sull'NG qundi potete dire lingua e fermarsi sulla G linnnnnn oppure kinnnnnn e questo è il suono completamente nasale
Il suono semi-nasale invece si può dire che abbia il palato molle rilassato vuol dire che il suono troverà spazio sia nella cavità orale che nella cavità nasale quindi enhhhhhhh
quindi questo è un suono semi-nasale vuol dire che lascia spazio sia nella cavità orale che nella cavità nasale da non confondere con il twang o il suono compresso quindi con l'epiglottide che lavora che sembra nasale ma in realtà non è
Per quanto riguarda invece la vocalità orale quindi il suono che esclude la qualità nasale vuol dire che il palato molle è andato a chiudere si è sollevato e si è appoggiato alla cavita orofaringea e quindi diciamo che sta escludendo il passaggio dell'aria nella cavità nasale quindi si crea questo tappo e quindi il suono va scorrere soltanto nella cavità orale ehhhhhhhh
non c'è differenza quindi sstate sentendo un suono completamente orale un suono in maschera o verso la maschera
Vi faccio sentire tutti e tre i passaggi in ordine
potete allenarvi facendo questi giochi quindi passando da un suono all'altro facendo un suono nasale e un suono orale
un suono nasale un suono orale e seminasale
insomma sono dei piccoli e semplici esercizi che magari ci fanno capire meglio la nostra meccanica vocale come si evolve un suono nasale o orale insomma il palato molle o quello che succede all'intenro della nostra cavità di risonanza quindi labbra lingua e palato molle è molto importante
Il riscaldamento vocale più diffuso al mondo in ambito moderno è il Lips Roll, o Bubble, portato da Seth Riggs, fondatore del metodo Speech Level Singing. Trovo questo esercizio molto bello. In genere è il primo che utilizzo sia durante le lezioni che prima dei miei live: un bubble al giorno leva il medico di torno.
Perchè è importante secondo me.
Ripristina familiarità con la respirazione corretta, con l'appoggio e il sostegno. Se le scale di riscaldamento sfiateranno o non avranno durata, è probabile che ci sia un deficit da qualche parte. Provate mettendo due dita sulle guance a fare un po' di pressione. Se non avete scale al piano potete canticchiare una canzone seguendo la melodia con il lips roll.
È un esercizio labiale, quindi crea resistenza all'interno delle pareti, ampliando la cassa di risonanza e attivando la muscolatura interna.
Appena si arriva alla nota di passaggio tra petto e testa è importante “girare” con la voce, cioè alleggerire o in falsetto o in light mass, l'importante è non forzare. Il riscaldamento dev'essere dolce, sopratutto nella prima fase.
SOFT ATTACK
Esattamente come per il singing cat 1, ma con la H aspirata prima di ogni vocale. La dispersione di aria su ogni vocale a inizio di ogni scala deve aumentare il controllo di emissione sonora, con un attacco che prende il nome di aspirato brusco, perchè l'attacco sarà arioso, ma il suono della vocale durante la scala dovrà risultare pulito e nitido, brillante e sostenuto per tutte le vocali. Potrebbe risultare un esercizio lungo e anche qui la velocità sarà decisa dalla capacità di chi esegue.
Con il DSA diminuiamo il lavoro di resistenza rispetto agli esercizi fatti fino ad'ora, ma aggiungiamo coordinazione sulla respirazione.
Un solo fiato per ogni vocale, quindi al cambio vocale si potrà prendere l'aria, ma si dovrà scaricare l'aria in due tempi. Attacco con la H aspirata come nel precedente, si esegue la salita (do/re/mi/fa/sol per esempio), micro-pausa, nuovamente la H come attacco e la stessa vocale per la discesa. Cioè scarico due volte l'aria eseguendo prima la salita e poi la discesa, prendo aria, pronuncio la vocale successiva con la H sempre prima delle vocali. L'esempio video chiarirà tutti i dubbi.
Fiato su fiato.
Durante le miei lezioni faccio fare un esercizio molto facile che possono fare tutti, sempre e ovunque. FIATO SU FIATO lo uso quando sento che un vocalizzo o una frase non sono liberi nella loro emissione e prima di usare molte parole cerco di far vivere la sensazione al corpo prima che alla mente con le parole, immaginazione e ragionamenti. Quindi l'obiettivo nel mio metodo è per lo più quello di usare le parole dopo l'esperienza.
Esempio:
Prendi aria, canta una frase, o una strofa, una frase con tonalità comoda, diciamo media per la tua estensione, non troppo alta e non troppo bassa. Ora che l'hai cantata
prova a soffiarla senza creare pause, immagina di soffiare su qualcosa di bollente per raffreddarlo, immagina di cantare le parole soffiando in maniera costante tutta la frase come a soffiare sulla fiamma di una candela con spinta continua, non piano, non fortissimo. “Canta” la melodia (immagina) con il soffio un paio di volte (sostituisci il suono con il soffio, ovviamente non si udirà suono se non quello dell'aria), in modo da far registrare al corpoil lavoro, l'azione, senza il coinvolgimento sonoro.
Dopo aver fatto questa pratica prova a cantare nuovamente come hai fatto all'inizio, quindi con emissione sonora. Probabilmente ti sentirai più libero, il suono sarà più libero. Il corpo avrà meno blocchi perchè avrà registrato una sensazione più fluida.
Io la chiamo SENSAZIONE (TENSIONE) LIQUIDA: alla fine stiamo riempendo l'aria, oppure, come piace dire a me, ci appoggiamo sopra l'aria e ne diamo densità, che deve riempire gli spazi delle cavità in maniera naturale.
Ricorda di scendere di ottava o di fermarti se la voce non è fluida. Io mi porto più su per farmi seguire anche dalle voci femminili e più estese.
Mantenere la nota acuta della scala ci farà lavorare maggiormente sul focus della :
“respirazione e supporto”. Quindi prendo l'aria consapevolizzando l'apertura dell'appoggio (coste) ed emetto la vocale (E-A-O). Terrò l'acuto per qualche secondo fino alla fine dell'audio.
La scala è una triade dove terrò stabile la 5° o l' 8°.
Riprende la sensazione meccanica del FIATO SU FIATO visto precedentemente, dovrò cercare di tenere sempre la stessa spinta fino alla fine. A volte la tentazione di voler bloccare l'ultima nota sarà forte, ma la realtà è che dovremmo tenere tutto sul fiato iniziale senza pensare di dover fare qualcosa di diverso, dobbiamo cavalcare l'aria come nella nota prima e seguirne il flusso, la spinta.
Mantenere la nota acuta della scala ci farà lavorare maggiormente sul focus della :
“respirazione e supporto”. Quindi prendo l'aria consapevolizzando l'apertura dell'appoggio (coste) ed emetto la vocale (E-A-O). Terrò l'acuto per qualche secondo fino alla fine dell'audio.
La scala è una triade dove terrò stabile la 5° o l' 8°.
Riprende la sensazione meccanica del FIATO SU FIATO visto precedentemente, dovrò cercare di tenere sempre la stessa spinta fino alla fine. A volte la tentazione di voler bloccare l'ultima nota sarà forte, ma la realtà è che dovremmo tenere tutto sul fiato iniziale senza pensare di dover fare qualcosa di diverso, dobbiamo cavalcare l'aria come nella nota prima e seguirne il flusso, la spinta.
Il Vocal Evolution è la didattica di canto creata da Sergio Calafiura e realizzata in blocchi con argomenti specifici.
Nel Level 1 troverai tutto quello che ti serve per interiorizzare e apprendere la respirazione nel canto, troverai un programma progressivo per l'appoggio e il sostegno e tutto il materiale insostituibile per poter avere il controllo della tua voce.
Lo studio del canto è un mondo dentro se stessi, in tutto.
È un lavoro interno dedicato a sciogliere barriere autoimposte dalla nostra mente che comanda il corpo, dedicato a sciogliere blocchi emozionali, ma è anche un lavoro fisico: scoprirete come si muove la voce anche da un punto di vista meccanico, il motivo e la causa di quel suono sono determinati anche da un movimento meccanico che non si è abituati a fare. La consapevolezza velocizza il processo di miglioramento e superamento dei propri limiti. Come il controllo nel cambio tra i registri o passaggi, le gestioni dei colori della voce, il miglioramento estensivo e non meno importante il NON affaticamento vocale.
Il tutto può migliorare il nostro canto verso l'esterno. Una volta raccolto il nostro canto, questo dev'essere pronto a uscire fuori esattamente con i contorni delle parole che ne danno il significato e come noi lo abbiamo immaginato, come noi lo abbiamo conosciuto e preparato dall'interno.
Quindi riuscire a cantare la nostra canzone o il nostro repertorio come desideriamo. Perché quando sai che cantare è un'emozione unica e riesci a vivere la vibrazione dentro di te, allora questa arriverà anche a chi avrai davanti o a chi ti ascolterà. Questa sarà la differenza.
Sergio Calafiura