Metodo Orientatore Diretto 02
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12 students enrolled

Metodo Orientatore Diretto 02

Ricerca del lavoro, accompagnamento alla ricollocazione e placement
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Last updated 2/2019
Italian
Price: $199.99
30-Day Money-Back Guarantee
This course includes
  • 20 hours on-demand video
  • 12 articles
  • 30 downloadable resources
  • Full lifetime access
  • Access on mobile and TV
  • Certificate of Completion
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What you'll learn
  • Metodologie di supporto alla ricerca sui mercati del lavoro e alla ricollocazione basate su migliaia di case history dei due autori.
  • Un approccio innovativo ai mercati del lavoro, e al matching tra risorse dell'utente e bisogni delle aziende.
  • L'accesso ai questionari di Bilancio delle Competenze online per i corsisti che hanno completato il Corso.
  • Le metodologie online e offline di approccio ai nuovi mercati del lavoro, e di placement.
  • Esercitazioni per lo sviluppo di un Piano di Comunicazione personale (pitch, candidatura, call to action) per la ricerca di lavoro.
  • Esercitazioni di self marketing per il colloquio di lavoro e la negoziazione.
  • La strutturazione di un Piano di Comunicazione e Networking per la ricerca del lavoro sui social, in particolare LinkedIn.
  • Il funzionamento reale dei processi di recruiting in azienda per guidare l'utente in modo pragmatico e efficace.
Requirements
  • Conoscenza, anche base, di editor di testo (come Word o Powerpoint)
  • Un profilo LinkedIn
  • Esperienza minima nell'orientamento, Politiche Attive del Lavoro e accompagnamento al lavoro
Description

Il Corso accompagna orientatori e career coach nell'accompagnamento al lavoro e nella ricollocazione con tecniche di promozione, candidatura e comunicazione innovative e efficaci. Le metodologie di supporto al cliente in ricollocazione sono state testate e insegnate per anni dai due autori sia con clienti privati che in contesti di placement e politica attiva del lavoro pubblica e privata, e si sono rivelate pratiche, efficaci e facilmente applicabili in contesti di orientamento, tutoraggio, collocamento individuale e di gruppo. Sono particolarmente indicate per gli operatori nei servizi pubblici per l'impiego, nelle Agenzie Formative e Agenzie per il Lavoro impegnate nelle Politiche Attive del Lavoro, e per gli insegnanti che lavorano nell'orientamento e nell'alternanza scuola lavoro.

Testimonianza di Daniele Borsato.
Specialista Politiche Attive del Lavoro-Operatore Mercato del Lavoro-Progettista di Formazione-Orientatore-Selezionatore.

"Mi occupo di orientamento professionale dal 2007 ed ero alla ricerca di un corso di formazione che mi stimolasse, fornendomi nuove competenze. Conoscevo già il Dottor Nicola Giaconi (mi sono formato sui suoi libri e il suo sito “trovare il lavoro che piace”) e il Dottor David Buonaventura (sito internet Colloquio Diretto e canale Telegram Colloquio Diretto). Non appena ho visto i 2 corsi proposti non ci ho pensato due volte. Il corso “Metodo Orientatore Diretto 01” mi ha fornito quell’ approfondimento pratico sul bilancio delle competenze, strumento essenziale e preliminare per poter svolgere una ricerca del lavoro efficace e coerente con i propri valori ed obiettivi. Il corso Metodo Orientatore Diretto 02 mi ha sorpreso per la varietà degli strumenti metodologici ed operativi in grado di portare la persona che cerca lavoro a trovarlo con efficacia (dalla ricerca informativa al colloquio di lavoro). I due corsi si integrano con grande sapienza e li consiglio vivamente sia a chi opera nel campo dell’orientamento professionale e a sia a chi è alla ricerca di lavoro".

Who this course is for:
  • Operatori del Mercato del Lavoro (OML)
  • Orientatori di 1° e 2° livello
  • Personale dei Centri per l'Impiego e Agenzie Regionali Lavoro
  • Addetti alle Politiche Attive del Lavoro (PAL)
  • Insegnanti interessati all'orientamento, al bilancio delle competenze e all'alternanza scuola-lavoro
  • Operatori sociali impegnati nel reinserimento socio-lavorativo
  • Operatori impegnati nello scouting occupazionale, "Navigator"
Course content
Expand all 208 lectures 20:35:30
+ Il tuo potenziale
12 lectures 48:24

Siamo in un periodo in cui chi afferma di saper fare di tutto non viene considerato una buon candidato. Questo accade perché chi si affida ancora all’improvvisazione e non a un metodo professionale, pensa che a più ruoli si candida e più troverà opportunità di lavoro.

Allargano il fronte di ricerca a ogni tipo di azienda e tipo di lavoro convinti che così aumentino le loro probabilità di successo. Peccato che così facendo non solo non risolvono il problema ma addirittura lo peggiorano.   

I tuttologi sono passati di moda da un pezzo. Oggi per uscire dall’anonimato devi sapere fare almeno una cosa meglio di chiunque altro.   

Se vuoi aumentare le opportunità di lavoro, devi effettuare una valutazione del tuo reale potenziale. 

Preview 03:19

Gli elementi positivi ti permettono di capire dove puoi apparire più attrattivo per le aziende.

Elementi positivi
02:53

I benefici possono essere presentati con efficacia facendo leva su tre diversi fattori:

Valore.   

È quello classico e più utilizzato. Maggiore è il valore dimostrato e maggiore sarà l’effetto prodotto nell’interlocutore.   

Tempo.   

Qui devi essere molto pratico e fare una valutazione a breve termine. Quando hai a che fare con manager o imprenditori, è meglio presentare obiettivi concreti che si possono raggiungere in tempi rapidi.    

Implicazioni.

In particolare in realtà aziendali molto grandi e strutturate, i benefici possono essere valutati anche a seconda delle implicazioni successive o indirette.   


Quali sono i maggiori benefici che puoi dare?
03:33

In certi contesti l’esperienza viene considerata a seconda del tempo: da più tempo svolgi quella attività e più vali. È un elemento che le aziende spesso usano per dare un’immagine di serietà e professionalità, anche quando sono leader assoluti del loro settore.

Da quanto tempo ti occupi di questa attività?
04:53

Chiamale referenze, segnalazioni, testimonianze: è meglio avere qualcuno che affermi che sei chi dici di essere.

Te ne sei accorto dopo aver inviato bellissime proposte di collaborazione senza aver ricevuto risposta. Oppure di risposte ne hai ricevute, ma tutte tiepide e distanti. Non hai convinto il tuo interlocutore, non ci sei neanche andato vicino. 

Chi può testimoniare le tue capacità?
02:54

Dopo il Bilancio delle Competenze sei partito nella tua ricerca di un nuovo lavoro con le idee chiare: quel tipo di attività in quel tipo di azienda. Solo che di opportunità di impiego ne trovi poche, per cui decidi di essere meno esigente nella ricerca.

Aumenti il numero e tipo di attività lavorative che sei disposto a prendere in considerazione. Così le opportunità sono più numerose.   

L’esito è inaspettato: il numero delle risposte si è ridotto, e di molto. Forse hai sbagliato il tipo di ruolo, per cui ti rendi disponibile per altri. “Qualcosa dovrà pur saltare fuori”, pensi.    

Mentre prima qualche risposta la ricevevi, adesso nulla. Nessuno ti risponde più. Sembra una contraddizione: più aumenti il numero delle proposte e meno risposte ottieni.   

C’è una logica in tutto questo...  

In che ambito sei in grado di dare risultati?
10:49

Gli elementi negativi ti permettono di capire dove i tuoi limiti, reali o percepiti, possono rappresentare un potenziale problema.

Elementi negativi
02:50

La competizione per accaparrarsi un nuovo lavoro è dura e vuoi essere sicuro di avere almeno un minimo di vantaggio. Come è normale che sia, ti fidi dei consigli dei soliti “guru della comunicazione” e fai un piccolo “ritocchino” alla descrizione dei tuoi risultati. Vuoi farti notare e quello è il modo perfetto, dicono.

Non cambi i numeri o riporti risultati mai raggiunti; presenti le attività che hanno avuto successo come se potessero funzionare in ogni tipo di azienda, per ogni situazione.    

All’inizio sembra andare tutto bene. Arrivano le prime risposte positive, per cui pensi di aver scoperto la ricetta magica. Sostieni il primo colloquio di approfondimento, poi si ferma tutto.    

Rilanci questa operazione di miglioramento visto che, anche se nessuno ti ha ancora assunto, qualche colloquio lo ottieni. Però passa il tempo e noti che ti fermi sempre al primo incontro.   

Pensi allora che c’è qualcosa che non funzioni in te. Forse non ti sai presentare bene, oppure hanno cambiato idea su di te dopo il colloquio, chissà perché?  

Di quali risorse hai la necessità?
02:10

Quando affronti dei colloqui di lavoro, capita di ricevere delle obiezioni. In certi casi le obiezioni puoi comprenderle dalle domande che ricevi, altre volte puoi capire che ti sono state mosse solo dopo aver scoperto che il colloquio è andato male.

Spesso le obiezioni che vengono mosse a un candidato durante un colloquio, oppure a un collaboratore quando propone un nuovo progetto, sono sempre le stesse.   

Studiare le obiezioni che nel tempo ti vengono fatte è un’attività importante perché ti mette in condizione di capire cosa veramente interessa ai potenziali datori di lavoro e, di conseguenza, potrai sapere dove devi concentrarti per avere successo. 

Quali obiezioni ti vengono fatte?
05:05

Qui devi valutare bene i tuoi punti di debolezza. Se per esempio hai appena concluso gli studi, difficilmente potrai ricoprire ruoli dove l’esperienza diretta è un elemento determinante per qualificarti degnamente.

Inutile perdere tempo ed entusiasmo affrontando un ambiente che non è ricettivo nei tuoi confronti. Concentrati altrove, oppure investi le tue risorse per formarti e riparti con la tua proposta di collaborazione.   

I motivi per cui potresti non essere idoneo sono probabilmente molto simili a quelli per cui ti vengono mosse le obiezioni. La differenza è che tu hai la certezza che questi elementi non ti permetteranno di poter essere produttivo, quindi invalidare qualsiasi tentativo di essere scelto nel breve, medio o lungo periodo. 

Quali sono i motivi per cui non sei idoneo?
02:50
Esempi di strategie applicate
04:41

Terminata la tua autovalutazione, potrai ottenere tre vantaggi:                                                     

Focalizzare. Eviterai di perdere tempo e speranze dietro ad aziende e situazioni dove difficilmente otterrai un risultato. Il tempo risparmiato potrai investirlo laddove hai concrete possibilità di successo.     

Interpretare. Capirai cosa il potenziale datore di lavoro potrebbe provare analizzando la tua proposta di collaborazione. Questo ti permetterà di capire quali elementi possono renderti particolarmente interessante.   

Stimolare. Eliminando qualsiasi potenziale problema e facendo leva su quanto hai capito possa darti vantaggio, disporrai degli elementi per produrre un effetto rapido e potente. 

I vantaggi della autovalutazione
02:27
+ Individuare i tuoi mercati e aziende target
15 lectures 01:24:14

La Ricerca Informativa serve a tre cose:

 

1) I TUOI LAVORI: Definire i tuoi diversi obiettivi professionali, i lavori che puoi e vuoi fare

2) I TUOI MERCATI: Individuare le nicchie di mercato e le aziende in cui candidarti

3) I TUOI CONTATTI: Aumentare il tuo portfolio di contatti per il networking, che ti servirà anche nella successiva fase di vendita quando farai proposte dirette all’azienda tramite autocandidatura.


Presentazione: Ruolo della tua ricerca di informazioni
23:08

Molto probabilmente qualcuno ti ha detto che il successo di una attività di ricerca lavoro dipende unicamente dalla quantità. Più ti candidi più possibilità di essere preso in considerazione. Questo purtroppo cozza pesantemente con la realtà dei numeri.

In particolare se vivi in realtà territoriali di grande concentrazione, il numero di aziende a cui puoi potenzialmente rivolgerti è molto elevato. Se per ogni azienda devi effettuare una attività di verifica, personalizzazione, inoltro e verifica puoi incorrere in diversi pericoli...

Perché valutare l'ambiente?
02:30

L’ambiente è costituito dalle aziende e dalle persone che ci lavorano.

Devi valutare le aziende cercando di capire se esiste una compatibilità tra le tue e le loro caratteristiche e esigenze.      

Una volta che hai verificato i tipi di aziende in cui pensi esista questa compatibilità, devi approfondire analizzando la loro organizzazione per capire chi sono le persone che possono ottenere un vantaggio personale/aziendale nel favorire il tuo inserimento nell’organizzazione. 

Chi sarà il nuovo datore di lavoro?
01:44

Selezionare le aziende è molto importante per evitare di investire tempo ed energie senza ottenere risultati per poi cadere nella frustrazione o pensare di non essere abbastanza in gamba per trovare un nuovo lavoro. Bisogna quindi sceglierle in 6 semplici passaggi.

Come si scelgono le aziende
04:12

La cosa migliore che puoi fare per avere successo nella ricerca di un nuovo lavoro è focalizzarti su aziende che hanno particolari caratteristiche in maniera da essere sicuro di:

  • Comprenderne tutte le esigenze.

  • Apparire il più possibile un interlocutore qualificato.

  • Capitare nel momento giusto.

  • Evitare di perdere tempo e opportunità.

A quali tipi aziende ti conviene dare la precedenza:   

  • Concorrenti.

  • Simili a quelle con cui hai già collaborato.

  • La cui attività è fortemente influenzata dal tuo tipo di esperienza.

  • Che operano in settori in crescita o comunque non in crisi.

  • Con una particolare organizzazione. 

  •  In cui il ruolo è disponibile.

Caratteristiche delle aziende
08:24

Hai investito tempo e passione nel preparare le tue proposte di collaborazione e alla fine hai avuto successo!

Arrivi al colloquio e va tutto bene. L’azienda ti piace e tu piaci al selezionatore. Passi al secondo colloquio e, dato che anche questo incontro è andato bene, si parla della tua retribuzione. Ti chiedono del tuo attuale trattamento economico e di quello desiderato. Riporti le informazioni richieste, specificando la retribuzione che ragionevolmente pensi di meritare per l’esperienza e le tue capacità e per la complessità e importanza del ruolo.    

Improvvisamente senti che qualcosa è cambiato nell’atteggiamento del tuo interlocutore. Andava tutto bene, ma ora c’è un problema: chiedi una cifra che l’azienda non è in grado di corrisponderti.   

Non è una questione di volontà ma di possibilità. L’azienda non è quella che avevi immaginato. Qualche timido tentativo di ragionare sulla cifra o sulle altre condizioni contrattuali lo fate, ma di fatto siete troppo distanti dall’accordo che vada bene a entrambi.   

Hai perso tempo e una piccola parte della fiducia in te stesso. Possibile che devi rinunciare a guadagnare quello che meriti? No, non devi.      

Se il tuo scopo è guadagnare il più possibile e non hai il timore o il problema di cambiare tipo di azienda, zona geografica o altro, devi capire dove concentrare gli sforzi nella ricerca. 

Aziende dove si guadagna di più
03:38

Se il tuo obiettivo è trovare un posto di lavoro da mantenere più a lungo, devi scegliere un’azienda con un basso turnover del personale.

LinkedIn offre uno strumento molto interessate che ti consiglio di utilizzare. Su ogni pagina aziendale è riportato la durata media del rapporto di lavoro. Per quanto questo dato possa essere falsato dal fatto che non tutti i dipendenti sono registrati su LinkedIn e che non tutti aggiornano correttamente il loro profilo, resta comunque un dato attendibile. Questo può farti capire se vale effettivamente la pena spendere tempo e attenzione con una determinata azienda.   

Un alto tasso di turnover può essere associato a ritmi di lavoro difficili da sostenere o un ambiente di lavoro non piacevole, scarsa considerazione dei collaboratori e così via.   

Valuta quindi bene prima di fare la tua scelta. 

Aziende dove si rimane più a lungo
02:37

Le aziende in cui hai più probabilità di essere preso in seria considerazione possono essere quelle che sono in crescita come numero di dipendenti.

LinkedIn offre uno strumento molto interessate che ti consiglio di utilizzare. Su ogni pagina aziendale è il numero dei dipendenti e il loro trend di crescita (o decrescita). Per quanto questo dato possa essere falsato dal fatto che non tutti i dipendenti sono registrati su LinkedIn e che non tutti aggiornano correttamente il loro profilo, resta comunque un dato attendibile. Questo può farti capire se vale effettivamente la pena spendere tempo e attenzione con una determinata azienda. 

Aziende in crescita
02:48

Esistono diversi metodi per trovare le aziende che possono essere interessate alle tue caratteristiche. 

Social network.   

LinkedIn è sicuramente il migliore strumento per trovare le aziende a seconda delle loro caratteristiche.   

Il sistema di ricerca interno ti permette di ottenere elenchi molto precisi a seconda di diversi parametri di ricerca tra i quali:   

  • Zona geografica.

  • Tipo di settore in cui operano.

  • Numero dei collaboratori.

Nota. LinkedIn continua a cambiare le modalità di ricerca e le possibilità offerte ai propri iscritti per cui nel tempo gli elementi che ho descritto potrebbero essere sostituiti da altri.   

Motori di ricerca.   

La ricerca può essere impostata in modi diversi. Considera che i motori di ricerca tendono a personalizzare quanto gli chiedi, per cui puoi essere molto generico. Esempio. Mettiamo che stai cercando l’elenco delle aziende che operano nel settore della moda in zona Bologna.    

Basterà che tu inserisca le parole:   

lista aziende moda bologna   

e il motore di ricerca cercherà di portarti al risultato migliore.    

Banche dati delle imprese.   

Sono strumenti alle volte poco aggiornati e incompleti, soprattutto nella versione gratuita; eppure puoi ricavare qualche dato utile.    Molti di loro dispongono di “Directory di aziende e business data solution” che hanno lo scopo di indirizzarti verso i nominativi delle aziende che loro recensiscono. 

Come trovare le aziende
02:45

Dopo aver inviato tante proposte di collaborazione, qualcuno ti risponde e ti invita al colloquio. L’incontro va molto bene: c’è intesa con chi ti sta selezionando e con chi potrebbe diventare il tuo capo.

Vi vedete un altro paio di volte, poi arriva l’offerta. Retribuzione, livello, funzioni e responsabilità offerti sono perfetti. Ci pensi su per far vedere che sai prendere decisioni ragionate. Accetti.   

Lasci l’attuale posto di lavoro e ti lanci nella nuova avventura. Era tempo che aspettavi di cambiare. La gioia per aver vinto la competizione per il lavoro è grande. Ce l’hai fatta, malgrado il periodo non sia tra i migliori.   

Arrivi puntuale all’appuntamento con il tuo nuovo lavoro. Conosci colleghi, capi e collaboratori.    

Poi succede qualcosa. Improvvisamente ti accorgi che l’azienda non era così magnifica come sembrava. Qualche dubbio era venuto quando hai scoperto che diversi persone avevano lasciato da poco l’azienda; anche altri tuoi colleghi stanno facendo la stessa cosa.   

L’azienda sta andando male e la cosa peggiore è che sembra che la Direzione Generale non sappia proprio come rimediare. Vanno avanti come se niente fosse, aspettano che il problema si risolva e, nel frattempo, adottano strane strategie di riorganizzazione e di riduzione dei costi.    

Inizi a sospettare di aver commesso un grosso errore. Sei nella tipica azienda che, malgrado la grave situazione, continua a prendere nuovo personale e a lasciarlo appena non ne ha più bisogno. Ora sai che il tuo futuro è appeso a un filo.    


Evitare le aziende sbagliate
03:44

Quell’azienda ti ha colpito e vorresti iniziare una collaborazione professionale. Hai provato a inviare la tua proposta alle risorse umane ma non ottieni alcuna risposta. Probabilmente ne ricevono troppe, dato che l’azienda è importante e conosciuta. Non vuoi abbandonare l’idea di poter entrare a far parte dell’organizzazione, per cui decidi di cambiare strada.

Guardi l’elenco delle persone che lavorano in quell’azienda e rimani colpito da quante sono. Non vuoi apparire come uno spammer che sommerge chiunque con le sue comunicazioni nella vana speranza di essere considerato. Non è un buon modo per iniziare una relazione professionale.   

Come fare per essere sicuro di contattare solo le persone giuste? 

Come si scelgono le persone
06:07

Il modo più naturale è quello di rivolgersi alla persona che ricopre la funzione più importante in azienda come il CEO, l’imprenditore, il Direttore generale.

Se questa persona dimostra interesse nei tuoi confronti, si preoccuperà di contattarti direttamente oppure delegherà l’attività alle risorse umane aziendali.   

Esistono però altre strade altrettanto efficaci. Una di queste è passare attraverso una figura influente intermedia, in particolare quella che potrebbe diventare il tuo referente. 

A quali persone rivolgersi
07:03

Tempo fa ho tentato di contattare un importante dirigente di un’azienda a cui volevo proporre un prodotto.

Gli ho inviato messaggi e lettere per giorni, senza risultato. Il mio istinto commerciale mi porta a non accettare il silenzio come risposta, ho chiamato l’azienda chiedendo direttamente di questa persona.   

Scoprii che aveva cambiato azienda! Mi sono sentito un po’ stupido per aver perso tutto quel tempo nel tentativo di entrare in contatto con chi non poteva più essermi utile.    Cose del genere accadono anche quando si prova a inviare una proposta di collaborazione. Si aspetta una risposta a una domanda che non è mai arrivata a destinazione. 

Come trovare le persone
07:23

La cosa può apparire insolita vista la diffusione degli strumenti elettronici, ma la prima proposta di collaborazione ti consiglio di inviarla tramite posta cartacea. Per far questo, devi conoscere l’indirizzo fisico a cui destinare questa comunicazione.

Solitamente i dati sono riportati nel sito dell’azienda ma bisogna fare attenzione in quanto la sede legale non sempre corrisponde a quella in cui si trovano gli uffici operativi.    

Per i successivi contatti, puoi utilizzare anche la posta elettronica a condizione che tu utilizzi il preciso indirizzo email della persona. 

Scoprire i riferimenti delle persone
04:21

Nella corsa frenetica per trovare quel nuovo lavoro inseguito da troppo tempo, passi rapidamente in rassegna un’azienda dopo l’altra. Ti segni il nome di quel manager o di quell’altro dirigente che ti sembra possano essere interessati a valutare la tua collaborazione. Personalizzi e spedisci la tua proposta di collaborazione.

Inspiegabilmente ci sono persone che ti rispondono e altre che non ti considerano minimamente: stesse condizioni ma risultati completamente diversi.    

Il problema nasce dalla fretta con cui hai popolato la lista delle persone a cui inviare la tua proposta. È un atteggiamento molto comune, che a volte invalida qualsiasi ottimo tentativo.   

Quando valuti una persona a cui rivolgerti, devi essere sicuro che questa sia nella condizione di poterti rispondere per valutare una possibile collaborazione. Averla scelta perché ricopre un ruolo importante e perché può ottenere un vantaggio personale dal tuo inserimento in azienda non è sufficiente.  

A quali persone NON rivolgersi
03:50
+ Parti dalla tua credibilità
11 lectures 57:20

Di concrete opportunità di lavoro ne vedi poche o nessuna. Eppure di esperienze, titoli e attività ne hai raccolti tante e riporti tutto nella tua proposta di collaborazione.

Niente da fare. Qualche colloquio lo hai fatto ma sembrava proprio che fossi lì solo per fare numero. È come se non avessero valutato la tua storia professionale nel modo che meritava. Sei uno dei tanti.   

In più, in qualche occasione, hai avuto la percezione di non essere affatto creduto. Sai bene che ci sono persone che per trovare un nuovo lavoro racconterebbero qualsiasi cosa. Questo atteggiamento alla lunga rende scettico chiunque si occupi di selezionare nuovi collaboratori.    

Non è giusto nei tuoi confronti; purtroppo è normale: sei valutato non credibile. 

Se è troppo bello per essere vero...
02:49

Quante volte qualcuno ti ha dato un consiglio non richiesto?

A volte lo hai accettato volentieri, mentre in altre occasioni hai reagito pensando: “Ma chi sei tu per dirmi cosa devo fare?”. La differenza tra una reazione e l’altra dipende dalla credibilità della persona che ti ha dato il consiglio.   

Nella proposta di collaborazione che puoi usare con i tuoi utenti, basata sul Metodo Colloquio Diretto, è la stessa cosa. 

Perché è importante la credibilità?
05:17

Internet e in particolare i social network hanno favorito la presenza di una strana e improbabile categoria di personaggi: quelli che si auto-definiscono “persone di successo”. Il fenomeno ormai cresce senza limite e senza controllo. Ognuno può pubblicamente dichiarare di avere successo nella vita privata come in quella professionale, senza averne titolo.

La crisi, con la conseguente riduzione dei posti di lavoro disponibili, sta portando molte persone a esagerare nell’esprimere i caratteri della propria professionalità, nel tentativo di essere notato e passare la prima selezione. Tutto questo è un grave rischio per il buon esito delle tue proposte di collaborazione.    

Ormai chi si occupa di selezione parte dal presupposto che qualsiasi affermazione che definisce la professionalità deve essere controllata nel dettaglio, cercando prove tangibili.    

Tu puoi affermare qualsiasi cosa nella tua proposta di collaborazione o durante il colloquio ma se non presenti prove evidenti che dimostrano la tua credibilità, non vai molto lontano.  

Se fai qualcosa di buono e nessuno...
03:44

Il caso di successo è la prova più evidente e concreta che sei chi affermi di essere. Il caso di successo può essere rappresentato da qualsiasi attività cui hai collaborato e che ha prodotto un risultato positivo.

Sarebbe perfetto se non fosse che questo tipo di prova ha un terribile limite: deve essere ben documentata. Per descrivere bene un caso di successo, devi adottare un accorgimento un po’ particolare.

Il limite del caso di successo
02:33

Il valore del caso di successo si valuta con diversi parametri:

  1. Entità. Ridurre di 10.000 euro il costo di gestione delle merci di magazzino non è come averlo fatto di 1.000 euro. In questo caso i numeri contano.

  2. Tempo. Un risultato di minor valore ma ottenuto in tempi più brevi può essere considerato molto meglio di un risultato straordinario ma ottenuto dopo molto tempo.

  3. Investimento. Inutile dirlo ma purtroppo molte aziende vivono ancora nell’illusione di poter avere tutto, subito e gratis. Io ti consiglio di descrivere bene i costi economici e operativi che sono stati necessari per evitare o di non essere creduto oppure di essere frainteso.

  4. Replicabilità. Un caso di successo ottenuto in un contesto troppo diverso da quello del tuo potenziale datore di lavoro, non ottiene un grosso effetto. Devi quindi descrivere con molta chiarezza quali sono i punti in comune e quali invece non lo sono affatto.   

Il valore del successo
05:14

Foto.

Raccogli il maggior numero di informazioni sullo stato che precedeva e giustificava l’attività stessa (es. costi elevati, problemi organizzativi, perdita di clienti…) unito a una “foto” della situazione che descriveva gli elementi su cui l’attività è stata dedicata (esempio: fatturato, marginalità, giacenze di magazzino, numero clienti, soddisfazione dei collaboratori…).   

Criteri.    

Identifica e riporta quali sono stati i criteri di scelta delle soluzioni e/o dei fornitori coinvolti nell’attività in maniera da far comprendere che tutto è stato preceduto da una buona analisi e giusto raziocinio.   

Problemi.    

Parla dei problemi tecnici o organizzativi che hai incontrato ma che hai risolto. Questa è una parte importante poiché giustifica il motivo per cui il nuovo potenziale datore di lavoro dovrebbe prenderti in seria considerazione.   

Costi.    

Ogni risultato ha un costo. Devi quindi fare una valutazione dei costi economici o organizzativi o di qualsiasi altra natura che sono stati necessari all’attività.  Assicurati di non comunicare informazioni troppo riservate.   

Risultati.    

Verifica e riporta i risultati ottenuti nel breve/medio/lungo periodo. Ricorda che è questo è uno dei motivi per cui un’azienda potrebbe preferire te a quella folla di persone che vorrebbe la tua stessa occasione. 

Successo pezzo per pezzo
09:02

Le referenze sono le testimonianze da parte di persone che hanno lavorato con te o che semplicemente ti conoscono bene.

Le referenze sono uno straordinario strumento di riprova sociale. Le persone, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o le scelte che sono fatte da altre persone.    

Riprova sociale: Le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone. È il fenomeno psicologico-sociale alla base della diffusione delle "mode".   

Robert Cialdini 

Riprova sociale
04:35
Caratteristiche delle referenze
05:59

Le referenze sono più forti se la persona che te le fornisce è simile al destinatario della tua proposta di collaborazione: devi scegliere con cura quali usare.  

Tipo di referente
03:23

Le referenze devono apparire credibili. Inserire elementi falsi o generici che non si addicono a te, è il migliore modo affinché la tua proposta di collaborazione sia cestinata e il tuo nome sia ricordato come qualcuno con cui non si vuole avere alcun rapporto. Molto meglio non inserire referenze se non sono veritiere.

Credibilità della referenza
02:07

Se riesci ad essere tu a proporre al tuo testimone il testo della referenza, esistono delle strategie che possono renderla particolarmente efficace.

L’aspetto più importante delle referenze, riguarda il tema che vanno a trattare. Non solo devono esprimere i risultati che hai conseguito (es. “ha permesso di ridurre le fatture scadute dei clienti”) ma anche delle sensazioni provate a lavorare con te.   

In assoluto, le referenze migliori sono quelle che vanno a superare le tipiche obiezioni che vengono fatte durante un colloquio e che ti portano a non essere considerato un candidato valido. 

Contenuto della referenza
12:37
+ L'uso delle referenze: approfondimento
7 lectures 37:09
Formato della referenza
04:12
Lingua della referenza
01:46
Referenze: Quante ne servono?
01:24

Per essere sicuro di ottenere una buona referenza è necessario seguire una precisa procedura

Come ottenere buone referenze
08:06

Cerchi lavoro da qualche tempo ma di risposte ne ricevi poche. Pensi che le tue proposte non siano arrivate a destinazione per qualche problema tecnico oppure perché troppe persone si sono offerte alla stessa azienda.

Decidi di arrivare l’opzione della ricevuta di ritorno della tua casella email, così da essere informato se il messaggio è stato aperto.   

Funziona! Ricevi la ricevuta di ritorno, la tua email è stata letta. Attendi qualche giorno, ma nessuno ti contatta. Forse non sei ancora riuscito a presentarti al meglio.    

Mentre ti chiedi che cosa manca alla tua proposta, vieni contattato da un’azienda che ha ricevuto il tuo nome da un tuo ex collega. La segnalazione del tuo ex collega li ha convinti perché stanno cercando proprio una persona con le tue competenze.   

Il colloquio sta andando bene ma, verso la fine dell’incontro, il selezionatore fa una richiesta inattesa. Chiede di fornire almeno due nominativi di persone che possono testimoniare le tue capacità. Sta chiedendo le tue referenze.   

Sei impreparato, non ti aspettavi una cosa del genere e spieghi che non disponi di queste prove della tua credibilità. La persona ti informa che per loro procedura aziendale non possono proseguire la selezione.    

Questa procedura è molto comune tra le aziende e probabilmente è il motivo per cui di risposte alle tue proposte di collaborazione ne ricevi poche.   

Non hai mai dovuto chiedere a qualcuno di testimoniare la tua professionalità. Adesso capisci che la cosa è assolutamente necessaria. Il problema è che hai timore a chiedere referenze, non sai come fare.    

Ti sembra quasi un obiettivo troppo alto da raggiungere. Esiste il modo per superare facilmente questo ostacolo mentale.  

Superare la paura di chiedere referenze
05:47

Ottenere referenze da parte di colleghi o superiori può colpire chi valuterà la tua proposta di collaborazione.    Ma c’è un problema: spesso ci sono aziende che reagiscono male quando pensano che un collaboratore stia cercando una nuova occupazione. Nei casi più estremi si può arrivare al mobbing o peggio. Bisogna stare attenti.

Referenze camuffate
08:25
Fai parlare i tuoi risultati
07:29
+ Il tuo interlocutore: la persona (e l'azienda)
14 lectures 01:35:40

Ti proponi nella maniera indicata: formale, professionale e sintetica. Eppure vengono scelte persone con una preparazione inferiore alla tua. Tu possiedi più titoli, maggiore esperienza e forse anche una superiore capacità di portare risultati.

Eppure viene preferito qualcun altro. Non sai spiegartelo: perché quella persona così professionale e importante a cui hai inviato la proposta ha fatto questa scelta discutibile?   

A ogni rifiuto o quando ti ignorano ripeti le stesse domande: che cosa è mancato? Che cosa non è stato presentato correttamente?   

Non trovi la spiegazione, decidi allora di aumentare il numero delle informazioni presenti nella tua proposta di collaborazione. Aggiungi altre conoscenze tecniche, anche quelle che non usi da tempo. Aumenti il dettaglio delle tue attività e specifichi meglio i ruoli ricoperti.   

Non cambia nulla. Solo allora capisci che chi è riuscito a farsi scegliere al tuo posto disponeva di un’informazione importante. Qualcosa di decisivo per chi ha fatto la scelta. Qualcosa che ha influenzato il giudizio personale di chi ha fatto la selezione delle proposte di collaborazione.   

Intesa come entità, un’azienda non ha sentimenti, antipatie, gelosie o amori. Un’azienda è un freddo sistema che decide l’acquisizione di risorse e collaboratori in maniera distaccata e razionale.   

Quello che inspiegabilmente nessuno ti ha mai fatto notare è che invece sarai valutato da una persona, non da un’azienda!  

Persona non azienda
02:37

Ripetiamo argomenti molto conosciuti ma di facile comprensione che possono essere proposti al tuo utente e cliente in modo efficace.

I bisogni delle persone
06:32

Indifferentemente dal ruolo aziendale, in qualsiasi persona esistono degli “interruttori” in grado di provocare delle reazioni emotive che possono farti comodo. Nell’ambito della psicologia, questi interruttori sono chiamati “leve emozionali”.

Leve emozionali
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Il dolore è uno degli stimoli più forti. La paura di fare una brutta figura o di perdere il posto di lavoro sono stimoli talmente potenti che spazzano via qualsiasi freno a prendere una decisione, anche se difficile o pericolosa.

Di paure ovviamente ne esistono tante. Dovrai capire quali sono le più potenti. Fai una lista completa di tutto quello che può essere considerato un male per il tuo interlocutore, senza tralasciare nulla.     Ci sono persone che hanno bisogno di vedersi crollare tutto addosso prima di prendere una decisione; per questo dovrai definirgli uno scenario molto simile a un terremoto, se vuoi che ti chiamino per incontrarti.

Paura / Preoccupazione
09:34

I desideri sono gli stimoli predominanti da chi è ambizioso: caratteristica molto comune da chi ricopre funzioni importanti in azienda. Ci sono delle ambizioni comuni a tutti e ci sono ambizioni particolari riferite alla funzione aziendale. 

Amore / Odio / Desiderio
07:05

Come abbiamo visto nella Sezione del Bilancio delle Competenze, la conoscenza dell’ambiente lavorativo ti permette di capire meglio quelle che possono essere le sue potenziali esigenze. È importante quindi che tu conosca anche questi elementi.

Ambiente lavorativo
05:18

Lavori da qualche tempo: sai bene che spesso i piani di lavoro subiscono delle variazioni. Questo a causa di situazioni impossibili da prevedere.

Proprio per questo motivo una delle caratteristiche sempre più richiesta ai collaboratori è il saper gestire, se non addirittura anticipare, le situazioni impreviste. Questa caratteristica fa parte di quelle che comunemente vengono definitive “soft skills” o “capacità trasversali”.    

Per quanto riguarda la gestione dei problemi, è importante dimostrare la propria capacità di:   

  • risolvere problemi attuali e nuovi;

  • prevedere e anticipare problemi che possano verificarsi in futuro;

  • analizzare i risultati ottenuti dalla loro risoluzione.

Tutto molto bello. Peccato sia difficile da rappresentare in maniera credibile al potenziale datore di lavoro in una proposta di collaborazione. 

Occupazione
05:49

Poche persone possono permettersi di svolgere un lavoro assolutamente tranquillo e privo di influenze esterne. Se la persona è il responsabile di un determinato settore, avrà quotidianamente a che fare con le attività degli altri settori, uffici o dipartimenti aziendali.

Influenze
05:17

Scenario possibile: anche se sei la persona giusta per ricoprire il ruolo per cui ti proponi, non vieni preso in considerazione. Eppure conosci molto bene quel particolare tipo di azienda. Sembra proprio che tutti i potenziali datori di lavoro si siano messi d’accordo per escluderti.

Provi a cambiare tipo di azienda, qualche risposta la ottieni. Ma non è quello che cerchi. Vuoi iniziare un rapporto professionale dove sai che puoi dare il massimo, fare carriera, ma sembra che ci sia qualcosa che ti blocca. Non capisci cosa.   

Spesso le decisioni sono condizionate da situazioni esterne. Queste possono essere continuative oppure momentanee. La stessa cosa accade per le decisioni aziendali che riguardano l’assunzione di un nuovo collaboratore.   

Riuscire a valutare in anticipo queste fattori esterni può darti un vantaggio e far balzare la tua proposta in cima alle preferenze. 

Situazioni
09:02

Le persone in azienda sono condizionate da diversi pregiudizi. Oltre ai pregiudizi sulla persona, molti di questi sono rivolti al tipo di lavoro che svolgono.

Per esempio chi si occupa di marketing è tacciato di poca concretezza mentre gli amministrativi sono considerati incapaci di adeguarsi ai cambiamenti (è solo un esempio...)   

Pregiudizi
04:25

Lo scetticismo è un tratto comune per alcune funzioni aziendali. Difficilmente una persona abituata a lavorare sempre nello stesso modo potrà credere che tu riesca a cambiare tutto in pochi giorni, ottenendo per di più il doppio dei risultati.     Questa tendenza sarà inoltre più diffusa in settori aziendali dove la novità non è considerata con troppo favore e sarà oggetto di grande scetticismo.

Scetticismo
02:15

Esistono due modi per capire il tuo interlocutore.

Il primo deriva dalla tua esperienza diretta ovvero da quello che hai potuto notare durante l’attività professionale che hai svolto in passato. È l’ideale quando stai cercando un lavoro molto simile al precedente.   

Il secondo invece deve essere dedotto dall’osservazione esterna. È un’attività necessaria quando stai cercando un lavoro molto diverso dal precedente. 

Capire l'interlocutore
03:16

Se stai cercando un lavoro con le stesse caratteristiche dell’attuale, magari nello stesso tipo di azienda, tu sei già nella condizione di capire quali possono essere le preoccupazioni o le ambizioni del tuo interlocutore. Devi solo trovare il modo di estrarle dai tuoi ricordi. 


Esperienza diretta
18:19

Se ti vuoi proporre per un ruolo o un tipo di azienda completamente diverse dalla tua esperienza, devi seguire un'apposita procedura per capire il tuo interlocutore.

Esperienza indiretta
12:40
+ Comunica
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Invii la tua proposta di collaborazione in risposta a un annuncio di lavoro perfetto per te. Passa il tempo e non ricevi alcuna risposta. Ti incuriosisci e siccome vuoi capire meglio il motivo chiami in azienda la persona a cui l’hai mandata.

Non è un sollecito o una lamentela, vuoi solo capire se la persona ha bisogno di ulteriori informazioni per fare la tua scelta oppure sapere se la scelta è stata fatta e poterti così dare pace.   

Riesci a parlare con questa persona e la risposta ti lascia senza parole. A me e ad alcuni nostri studenti è capitato. La persona si ricorda di aver letto la tua proposta ma non sa perché non ha proceduto a inserirti tra i candidati da invitare al colloquio.   

Uno dei principali motivi per cui il selezionatore non ha proceduto è semplice e spaventoso nello stesso momento. Non è stata in grado di capire dal tuo testo il valore della tua professionalità ed esperienza. 

Il pericolo di non essere compresi
02:40

Comunicare in maniera efficace è la capacità di influenzare il comportamento di un altro. È un processo nel quale tu trasmetti dei significati al tuo interlocutore.

Per ottenere questo devi condividere informazioni, conoscenze, bisogni, atteggiamenti, emozioni, percezioni in un determinato contesto su tematiche comuni.   

L'efficacia della tua comunicazione si ottiene quando chi riceve capisce esattamente quello che intendi dire e reagisce nel modo che ti aspetti.    Puoi ottenere buoni risultati di comunicazione anche usando mezzi che non prevedono la possibilità di uno scambio nelle due direzioni.

Comporre una comunicazione
10:32

Il titolo è una delle parti più importanti, perché deve catturare l’attenzione della persona a cui hai inviato la tua proposta di collaborazione. Tipicamente le persone più importanti dell’azienda sono anche quelle che hanno meno tempo libero, per cui il messaggio del titolo deve essere breve ed efficace per catturare la loro attenzione. 

  Considera che il titolo rappresenta la prima (e forse unica cosa) che il tuo interlocutore valuterà per decidere se continuare o meno la lettura. Può essere rappresentato da una sola frase (titolo sintetico) oppure dalla composizione di diverse frasi (titolo di apertura).

Il titolo
05:50

Il titolo sintetico è rappresentato da una sola frase. È usato quando si vuole richiamare l’attenzione occasionale in un contesto molto affollato di informazioni.

Il titolo di apertura è composto da due parti: il richiamo (simile al titolo sintetico) e lo sviluppo. Puoi usare diverse formule per creare un titolo di apertura che colpisca il tuo interlocutore profondamente e lo obblighi a continuare.  


Composizione del titolo
22:04

Spesso la nostra mente reagisce agli stimoli in modo diverso da quello che ci si aspetta. La presenza massiccia di tante informazioni erogate da diversi strumenti di comunicazione ha recentemente permesso alla scienza di scoprire alcuni elementi che amplificano le nostre percezioni. 

Stratagemmi per un titolo efficace
06:47

A seconda del tipo di aziende e persone cui ti rivolgi, puoi scegliere diversi modelli di titolo.

Ognuno di questi è diverso a seconda delle leve emozionali che hai deciso di attivare nel tuo interlocutore. Ovviamente ti propongo sono solo degli esempi, puoi inventare stili completamente diversi a seconda del messaggio da trasmettere.  

Modelli di titolo
18:32

L’avvio ha lo scopo di estendere il messaggio già anticipato con il titolo, spingendo l’interlocutore ad affrontare il messaggio seguente.

È simile alla solita formula di cortesia che si usa nei classici messaggi tra persone che non si conoscono, ma molto più potente in quanto ha lo scopo di innescare la lettura del testo facendo leva sull’interesse del lettore. 

Avvio
09:49

Anche qui, oltre che nel MOD 1, parliamo di storie. Questa parte serve per facilitare al tuo lettore la comprensione di quanto le tue competenze e capacità possano essergli utili. Le persone adorano i racconti. Dalla Bibbia in avanti, i racconti sono sempre stati uno dei migliori veicoli per trasmettere efficacemente messaggi di qualsiasi tipo. 

Usa il racconto
01:42

I racconti fanno riferimento al tuo passato lavorativo. Devono essere credibili, anche se non necessariamente precisi, perché servono solo a fornire un esempio di quello che tu sei in grado di far ottenere al tuo potenziale datore di lavoro.

I racconti non devono esprimere solo le attività che hai realizzato, ma anche quelle che potresti realizzare grazie alle tue conoscenze.  

Modelli di racconto
35:18

Le persone tendono a rimandare le decisioni fino a distrarsi e dimenticare di aver trovato qualcosa di utile da approfondire.

Non puoi permetterlo. L’azione serve appunto per fornirgli le istruzioni per agire e prendere contatto con te, subito.  

Azione
02:00

È arrivato il momento di congedarti. Lo fai ringraziando per l’attenzione. Sfrutti però questo momento per rilanciare, facendo in modo che il tuo interlocutore possa approfondire la tua conoscenza, visitando il tuo profilo LinkedIn o qualsiasi altro documento a cui può accedere.

Chiusura
03:45

Viviamo in un’era in cui le informazioni ci piombano addosso in maniera massiccia e frenetica, per cui è quasi impossibile dare attenzione a tutto.

È necessario quindi adottare degli accorgimenti per evitare che la tua proposta di collaborazione sia cestinata dopo pochi secondi da parte di una persona che probabilmente è stressata dal lavoro e ha veramente poco tempo per darti l’attenzione che meriti. 

Il tuo "modo di essere"
02:12

Hai mai sentito parlare del termine “muro di parole”? È la sensazione che si prova quando si apre una pagina piena di parole dove non esistono interruzioni di righe e paragrafi.


Muro di parole
02:39

In momenti di crisi economica come l’attuale, chi cerca lavoro senza usare un metodo professionale per presentarsi non ottiene risultati. Per questo sprofonda in una spirale discendente che lo porta molto vicino alla disperazione.    In questa situazione entra nella condizione mentale di fare e dire qualsiasi cosa pur di ottenere un colloquio di lavoro. 

Per questo motivo, a ogni affermazione riportata nella proposta di collaborazione devi far seguire prove tangibili che attestino la tua credibilità. Servono referenze, casi di successo o altri elementi inconfutabili.  


Non dire, dimostra
02:36

Ricopri un determinato ruolo in azienda, cui corrisponde uno specifico titolo. Pensi che il titolo sia più che sufficiente per definirti con completezza.

Non è così. Occorre dettagliare compiti e responsabilità.    

Il problema non è tuo. Le aziende italiane, negli ultimi anni, hanno preso l’abitudine di definire i ruoli aziendali adottando termini inglesi e, peggio ancora, assegnano ai titoli significati diversi dall’originale. 

Espandi la descrizione
03:41

Per ogni frase, chiediti: “Aggiunge qualcosa di significativo al mio discorso?”. Ricorda che il tuo interlocutore potrebbe leggere la tua proposta di collaborazione in un momento in cui ha pochissimo tempo.

Esiste poi un altro aspetto da non trascurare. Ogni volta che farai una asserzione, il tuo interlocutore potrebbe non essere d’accordo oppure potrebbe non capirla in quanto non dispone della cultura necessaria. Anche in questo caso limitarsi a scrivere il minimo necessario si rivela una buona strategia.  

Sicuro che serve?
01:02

Ci sono ambiti come quello giuridico, medico e informatico dove si parla un linguaggio tecnico alla portata solo degli esperti. Da una parte è importante che tu faccia capire al tuo interlocutore che sei parte di questo gruppo, dall’altra provocherai un rallentamento della lettura.

Ovunque non sia necessario utilizzare parole complesse, trova il modo di semplificare fino a utilizzare termini quasi banali.    

Elimina parole in dialetto, allusioni, termini tecnici, metafore. Le persone, soprattutto quando indaffarate e non possono prestare completa attenzione alla tua proposta di collaborazione, potrebbero fraintendere qualsiasi tua parola. Per cui…    

semplifica, semplifica, semplifica! 

Parole troppo complesse
01:36

Tranne che per i titoli, ti consiglio di scegliere una dimensione del carattere e mantenerla per tutto il testo.

Creare testi con oltre tre dimensioni del carattere può portare nel lettore uno stato di confusione che non ti puoi permettere. Considera di usare una dimensione minima che possa essere letta anche da chi ha qualche difficoltà con i caratteri piccoli (dimensione carattere: 14-16 punti). 

Dimensione dei caratteri
02:30

Quando devi attirare l’attenzione su una frase o una parola, puoi utilizzare una serie di formati grafici come:

·        Sottolineatura.   

  • Centratura.   

·        Corsivo.   

·        Evidenziatore testo.   

·        MAIUSCOLO.   

·        “Virgolettato”.   

Non farne un uso eccessivo. Considera che l’attenzione è divisa per ogni formato grafico speciale utilizzato. Più ne utilizzi e meno attenzione sarà concessa ai singoli punti.   

Formati grafici
01:30

Potrebbe accadere che chi legge la tua proposta di collaborazione sia una persona che tende a scorrere velocemente il testo prima di decidere se leggerlo subito o rimandare.

Per fare in modo che il testo venga letto tutto subito, ti consiglio di utilizzare una tecnica molto semplice: comporre un “riassunto” usando le parole evidenziate.    

Questo permette sia di dare movimento visivo al testo, sia di mettere in luce gli argomenti più importanti. E questo invoglierà il lettore a leggere. 

Grassetto
02:46

Un proposta di collaborazione deve essere simile a un colloquio tra persone che si conoscono o che condividono le stesse informazioni ed esperienze.

Per questo la persona deve “vederti in faccia”, tramite una foto in primo piano. La foto deve rappresentare l’immagine che vuoi dare al lettore. Ti consiglio quindi di non utilizzare foto dove sei in costume da bagno o in altri momenti di “libertà”.    

Ecco un piccolo stratagemma. Fai finta di dover recitare a voce alta tutto il testo della proposta di collaborazione di fronte al tuo interlocutore. Come ti presenteresti (vestito, atteggiamento, ecc.)? Nella tua foto devi apparire nello stesso modo. 

Immagine
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+ Gli strumenti che hai a disposizione
1 lecture 12:52

Il Metodo Orientatore Diretto prevede una serie di strumenti molto diversi tra loro. Questo permette di poterti proporre con efficacia a qualsiasi tipo di azienda, tipo di selezionatore e situazione.

Scegliere lo strumento giusto
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+ Strumenti: Lettera di Colloquio Diretto (LCD)
24 lectures 02:26:08

La Lettera di Colloquio Diretto (abbreviato LCD) è un potente strumento da utilizzare per le tue proposte di collaborazione, in quanto sfrutta al massimo le tecniche di comunicazione del metodo.

È in grado di coinvolgere entrambi le parti del cervello del tuo interlocutore: quella emotiva che reagisce in maniera istintiva ed immediata, quella razionale che decide in base al ragionamento e all’analisi. 

LCD: emozionale e razionale
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Le parti possono essere usate, invertite o omesse a seconda dei casi. 

Struttura base della LCD
06:16

Il titolo di apertura è un discorso sintetico, chiaro ed efficace che serve, in pochi secondi, a convincere il tuo potenziale datore di lavoro a investire la sua attenzione su di te. 

LCD: Titolo di apertura
03:06

Dopo aver dato una piccola scarica di adrenalina alla persona che legge la tua Lettera di Colloquio Diretto, è il momento di presentarti. 

LCD: Avvio + Sommario
05:01

Il racconto deve partire dalla situazione precedente all’applicazione della soluzione fino ad arrivare al periodo successivo.

In questo racconto devi inserire tutte le situazioni in cui il destinatario può ritrovarsi.   

Non esistono schemi e formule fissi. Qui dovrai usare un po’ di creatività, descrivendo tutti i fatti e gli eventi che possono contribuire a rafforzare il messaggio. 

LCD: Racconto
18:52

È arrivato il momento di eliminare qualsiasi dubbio sulla tua credibilità. Lo hai già fatto descrivendo i problemi e le soluzioni ma adesso devi far parlare i tuoi testimoni.

LCD: Referenze
03:56

Sei arrivato a presentare la tua proposta di collaborazione. Qui devi spiegare a quale posizione lavorativa sei interessato. 

LCD: Offerta
02:55

Soprattutto quando ti rivolgerai a persone che decidono seguendo la logica (per esempio: imprenditori, amministrativi, informatici) è necessario che tu inserisca una parte del testo che darà al tuo interlocutore il tempo e il modo di razionalizzare. Deve decidere se contattarti o meno.

LCD: Riepilogo
04:27

Anche se il tuo interlocutore è rimasto colpito dalla tua presentazione, potrebbe accadere che per qualche motivo si distrae a causa di qualche telefonata o altro tipo di evento. Alla fine potrebbe succedere di dimenticarsi della tua proposta e non contattarti.

                                                      Non te lo puoi permettere: il tuo interlocutore deve agire. Questa parte della LCD serve appunto per fornirgli le istruzioni per farlo.

LCD: Azione
02:26

È il momento di chiudere.

Devi lasciare un buon ricordo personale di te, per cui devi inserire di nuovo la tua foto e un paio di righe per i saluti e… di nuovo il modo con cui entrare in contatto con te. 

LCD: Chiusura
01:52

Quanto deve esser lunga una LCD?

Non esiste una regola fissa. Io, per esempio ho scritto una LCD di 14 pagine ottenendo uno spettacolare interesse mentre invece altre LCD di 3-4 pagine non sono state neanche lette a metà.   

Dipende tutto dalla tua capacità di mantenere l’attenzione del tuo interlocutore e dalle cose che puoi raccontare. 

LCD: Quanto lunga?
04:02

Ho chiesto a un mio studente di passarmi il lavoro che ha svolto mentre creava la Lettera di Colloquio Diretto (LCD) con cui ha avuto più successo, aggiungendo la spiegazione passo per passo di come è riuscito in questa attività.

Nota. Questa Lettera di Colloquio Diretto è stata scelta perché contiene tutti gli elementi per cui è l’ideale per lo studio teorico. Questo però non vuol dire che tu debba necessariamente adeguarti a questo tipo di impostazione. Il tuo documento può essere molto più sintetico e contenere solo una parte degli elementi. Ricorda che la Lettera di Colloquio Diretto è qualcosa che deve trasmettere con potenza e trasparenza te, i tuoi valori, le tue capacità per cui…   

personalizza, personalizza, personalizza. 

LCD: Spiegazione passo a passo
00:29
LCD: Testo finale di esempio (allegati da scaricare)
03:56
LCD: Agente immobiliare pentito
03:12
LCD: Responsabile risorse umane
01:50
LCD: Impiegato contabile amministrativo
02:10
LCD: Venditore
01:52
LCD revisione: Impiegata back-office commerciale
09:34
LCD revisione: Copywriter / SEO / Web specialist
19:27
LCD revisione: Credit manager
14:47
LCD revisione: Responsabile amministrativa
07:27
LCD revisione: Export sales
12:06
LCD revisione: Sales manager
10:21
LCD: Scrivi, scrivi e... scrivi!
02:59
+ Strumenti: Lettera di Presentazione Diretta (LPD)
11 lectures 01:03:52
LPD: Tutto in pochi secondi...
04:16
LPD: Strategia
04:58
LPD: Utilizzo
02:44
LPD: Struttura base
04:40
LPD: Titolo di apertura
07:37
LPD: Avvio
07:08
LPD: Motivo
17:32
LPD: Chiusura
05:52
LPD: Consigli pratici
03:53
LPD per Commerciale del settore Telco 1° ver.
02:45
LPD per Commerciale del settore Telco 2° ver.
02:26