
Ecco per cominciare una panoramica del corso. Così potrai farti un'idea da subito del valore che può darti un uso più consapevole della voce.
All’interno di questa anteprima, ho inserito un pratico esercizio per farti iniziare a fare progressi nella tecnica articolatoria.
A fine lezione saprai cercare una parola sul dizionario e leggerla rispettando la posizione dell'accento e la qualità sonora della "e" e della "o". Ad esempio, se ti dico leggi ad alta voce "salùbre" sai farlo in modo corretto?
In questo video saprai cos'è un "dittongo" e cos'è uno "iato". Ti servirà saperlo per studiare le regole della dizione.
Imparerai a riconoscere il suono "sonoro" e "sordo" della "s" e della "z"
Ecco un metodo innovativo per gestire la cadenza dialettale. Prima devi prenderne consapevolezza. Utilizza la mia tecnica: la desemantizzazione ritmico-tonale.
Puoi ascoltare la declamazione dell'intero brano su Youtube ->
https://youtu.be/hM7QgC1sJoU
copia il testo della poesia e incollalo in un documento vuoto
metti gli accenti fonici e indica i raddoppiamenti (così come ho fatto nella prima strofa)
esegui una lettura di prova esplorativa
marca il passaggio tra una strofa e l'altra con una pausa
ricordati che la mia interpratazione è solo una scelta possibile; t'invito pertanto a creare all'interno della tua mente delle immagini personali e di evocare delle emozioni che appartengono solo a te
avvia il registratore di suoni e inizia a declamare
fai passare un po' di tempo e poi riascoltati con orecchio critico:
hai rispetto la segnatura degli accenti?
senti l'evolvere delle emozioni?
pubblicheresti la tua lettura?
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Giòchi ógni giórno cón la luce déll'univèrso.
Sottile visitatrice, giungi nél fióre é nnéll'acqua.
Sèi più ddi quésta bianca testina ché stringo
cóme un grappolo tra lle mie mani ógni giórno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.
Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.
Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.
Pablo Neruda (1904-1973)
"Giochi ogni giorno"
Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli.
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Tratto da "1984" di George Orwell
Hai mai ascoltato la tua voce registrata?
Questo corso ha l'obiettivo di farti trasmettere l'immagine giusta di te attraverso la voce. In particolare, cosa non ti convince della tua voce?
Non pensare che una voce efficace sia legata a una timbrica possente e vigorosa: la chiave di una comunicazione che porta vantaggi è, al netto della qualità dei contenuti, scolpire le parole, pronunciarle in modo netto; disporle in un flusso di toni tale da catturare l'interesse di chi ascolta; comunicare così autorevolezza e padronanza.
gestione cadenze dialettali
conquista pronuncia neutra dell'italiano attraverso tecniche di dizione
lettura espressiva di contenuti tecnici e letterari ad alto impatto emotivo.
cercare le parole sul Dizionario, inserire le accentazioni ortoepiche su un testo scritto, registrarsi e riascoltarsi a fini dell'autoapprendimento.
Nella lingua scritta sussiste l'obbligo di accentare l'ultima sillaba ("perché", "affinché", "poiché"): questo ci pone davanti a dubbi sulla corretta pronuncia di parole come: 1) sàlubre 2) salùbre; 1) dèvia 2) devìa; 1) còlto 2) còlto; 1) vìola 2) viòla (verbo); 1) èdile 2) edìle.
Il corso si propone di insegnare ad operare, attraverso una funzionale educazione all'ascolto di materiale audiovisivo, la necessaria distinzione tra i diversi suoni della lingua italiana (fonemi) e la loro corretta distribuzione all'interno del lessico.
Sono Francesco Ventura e sono narratore su Audible e Storytel. Puoi ascoltarmi narrarare capolavori della letteratura (in esclusiva Aubile) come "Delitto e castigo", "Le notti bianche", "Memorie dal sottosuolo" (F.Dostoevskji.) e "Padri e figli" (I. Turgenev). Uso la voce per professione.