Il Mio Microfono per Cantare
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Il Mio Microfono per Cantare

Un Video Corso per Cantanti su l'uso professionale del Microfono
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Created by Vincenzo Vanni
Last updated 1/2019
Italian
Current price: $20.99 Original price: $29.99 Discount: 30% off
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This course includes
  • 41 mins on-demand video
  • Full lifetime access
  • Access on mobile and TV
  • Certificate of Completion
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What you'll learn
  • Ad usare correttamente e professionalmente il microfono per cantare.
  • Come comportarsi in ogni occasione e cantando in qualsiasi palco.
  • Come relazionarsi con il fonico.
  • Come funziona il sistema di amplificazione.
Requirements
  • Essere cantante.
Description

Il Mio Microfono per Cantare è un video corso che ti prepara nella conoscenza dell’uso del microfono.

Liberandoti da qualsiasi incertezza o timore.

Diventerai pratico ed esperto, sicuro di te su qualsiasi palco.

Avrai la piena padronanza nell'usare il tuo microfono. Saprai come affrontare ogni situazione che ti si presenterà. Conoscerai ogni utile informazione tecnica su come funziona il microfono e il sistema di amplificazione, seguendo le 19 video lezioni di questo Corso. Adesso sta a te decidere della tua vita professionale. Cogli l'occasione per diventare una Star.

Who this course is for:
  • Giovani cantanti.
  • Cantanti professionisti
  • Studenti di canto.
Course content
Expand all 19 lectures 40:33
+ Introduzione
3 lectures 05:35

Ben venuto al Corso "Il mio Microfono per Cantare"


Questo corso è la cosa migliore che puoi fare per formarti come un professionista.

Tu hai talento, ed hai lavorato tanto, ma un buon maestro non sarà sufficiente a fare apparire giustamente il tuo talento se non sei in gamba con il tuo microfono.

Hai bisogno di sapere come utilizzare professionalmente il microfono, sfruttando a pieno le sue caratteristiche.

Ed io sono qui per aiutarti a diventare un vero Professionista.

Quando avrai fatto questo corso, sarai pratico ed esperto.

E sapresti poi presentarti come qualcuno abile e capace.

Valorizzando il tuo talento e la tua grinta.

Io sono qui per guidarti in questo passo finale ed importante per te, per garantire il tuo successo pieno.

Alla fine di questo corso, se lo desideri, hai anche modo di contattarmi se vorresti approfondire qualsiasi questione tecnica, direttamente con me in una sessione privata.

E sarà mio piacere lavorare insieme per valorizzare il tuo talento unico.

Preview 01:15

Salve, mi presento: mi chiamo Vincenzo Vanni e sono produttore Discografico dal 1984.

Con la mia Etichetta “Le Carrozze Records” ho effettuato ben più di 1000 registrazioni nel mondo.

Lavorando con musicisti internazionali di Jazz, Classica e Rock.

Ho prodotto CD e collaborato con varie altre etichette.

Come Sound Engineer Live Recording ho lavorato per moltissime Istituzioni ed altre realtà musicali ed ho organizzato molti eventi, tra cui:

Sono stato responsabile all’organizzazione dei Seminari Estivi della Fondazione Siena Jazz per tanti anni essendo uno dei Membri Fondatori dell’Associazione Siena Jazz, oggi Fondazione Nazionale Italiana di Jazz, Siena Jazz University.

Ho organizzato eventi presso tanti locali diversi. Oltre altre manifestazioni più importanti come la Festa Europea della Musica organizzata a Montalcino dove, in una edizione, in tre giorni si sono esibiti più di 250 musicisti in vari palchi all’interno della Città e le sue frazioni. Proprio in questa occasione, ho saputo che una famosa e internazionale cantante, ha avuto il suo concerto compromesso da un'incosciente fonico, quando non potevo essere presente per controllare il suo lavoro. Allora ho  deciso di realizzare questo corso, per fare in modo che tutti abbiano la conoscenza delle loro possibilità e controllo dei propri diritti. E come evitare disastri.

Mi è sempre premuto, durante le mie produzioni, curare il benessere dei musicisti coinvolti nei miei progetti.

Al primo posto per me c'è l'artista e la sua arte.

Sono impegnato anche nella didattica, settore in pieno sviluppo insegnando le basi dell’acustica, la fonica e tutte le varie tecniche di registrazione e produzioni discografiche, collaborando con diverse scuole di musica.

Di recente ho realizzato una serie di Masterclass su l’uso del microfono e come trattare con successo con fonici in situazioni come concerti e registrazioni in studio.

Svolgo la mia attività anche fuori dall'Italia in Francia, Austria ecc..

Ho recentemente scritto un libro per aiutare giovani cantanti e musicisti, attori e cantanti classici ad utilizzare correttamente il proprio microfono in situazioni professionali ed amatoriali, e come avere ottime relazioni con fonici professionisti.

Troverete il link al libro fra le risorse di questo corso nell'ultima lezione.


Preview 02:34

Descrizione del percorso che andremo ad effettuare.

La prima lezione sarà incentrata sui vari tipi di microfono, in modo che sappiate distinguerli e capirne le reali funzionalità e i loro pregi e difetti.

Lezione II, andremo a vedere come è fatto il microfono dedicato al canto e quali sono gli accorgimenti da adottare per rendere questo microfono perfetto in questo utilizzo.

Lezione III, tratterà l’argomento della direttività del microfono, e come sfruttarne le caratteristiche intrinseche di ognuno.

Lezione IV è su come si usa il microfono e la corretta posizione da tenere nelle varie situazioni.

Lezione V parlerò dei casi dove è preferibile utilizzare un radio microfono o un microfono con filo.

Lezione VI parlerò della necessità, da parte del cantante, di avere il proprio personale microfono e di come sceglierlo.

Lezione VII  si concentrerà sulle varie situazioni di palco in cui vi potreste trovare e di come comportarsi di conseguenza.

Nella Lezione VIII alla fine, sarà trattato l’argomento relativo a come relazionarsi coi i fonici con consigli pratici e preziosi, come reggere con successo questa situazione, qualche volta delicata e della più grande importanza per voi e per loro.

Saranno poi a vostra disposizione altre risorse molto utili per voi.

Preview 01:46
+ Il Microfono
6 lectures 11:59

Per comunicare a distanza, prima dell'avvento del telefono esisteva soltanto il telegrafo inventato da Samuel Morse nel 1837.

Il telefono fu brevettato da Bell nel 1876, anche se il vero inventore è stato l'italiano Meucci.

In questo telefono viene utilizzato il primo microfono, inventato proprio nello stesso anno da Emile Berliner.

Si tratta di un primo vero microfono, realizzato sfruttando il carbone interposto tra due lamine di metallo.

Da qui il nome “Microfono a Carbone”.

Questo tipo di microfono è stato utilizzato nella cornetta del telefono fino agli anni ’80.

Attualmente è andato in disuso, a causa della sua scarsa qualità, rimpiazzato da i microfoni dinamici.

Microfono piezoelettrico

I microfoni piezoelettrici, detti anche a cristallo, sfruttano le proprietà dei materiali piezoelettrici, che reagiscono alle onde sonore, generando un segnale elettrico.

Tale tipologia di microfono è molto semplice dal punto di vista costruttivo, ed è economico, per cui è stato molto diffuso dagli anni '50 agli anni '70.

Era spesso abbinato ai primi registratori a nastro economici.

Il suo suono è privo delle frequenze gravi quindi la sua qualità non rispecchia gli standard attuali.

Microfono Dinamico

Il microfono dinamico è molto simile ad un altoparlante, ma funziona al contrario: questo microfono sfrutta il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, per convertire il movimento di una membrana in forza elettromotrice, quello grazie ad un avvolgimento di filo conduttore fissato alla membrana stessa chiamato bobina mobile.

Questa struttura è immersa nel campo magnetico generato da un nucleo di magnete permanente.

La corrente elettrica è poi generata dal movimento della bobina mobile nel campo magnetico.

Questa corrente costituisce il segnale elettrico audio, che, tramite un cavo viene trasferito al mixer e gestito dal fonico.

Il microfono dinamico attualmente è il più usato dal vivo.

A suo favore la robustezza necessaria sul palco ove spesso possono accadere piccoli incidenti che fanno cadere il microfono per terra.

Inoltre, non ha bisogno di essere alimentato come quelli a condensatore, quindi risulta più pratico.

Microfono a Condensatore

Il funzionamento del microfono a condensatore si basa sulla variazione di tensione, ai capi di un condensatore, costituito da un'armatura che è fissa e da una membrana fine, a cui è fornita una tensione costante.

Quindi ogni piccola variazione della distanza fra le armature, dovuta alla vibrazione della membrana, provoca una variazione della capacità, che a sua volta, produce una variazione di tensione.

Il microfono a condensatore è una valida alternativa a quello dinamico.

A suo vantaggio c’è una migliore risposta sulle note acute, in quanto più veloce, perché la sua membrana ha bassa massa.

Il suono risulta più naturale rispetto al microfono dinamico.

A suo svantaggio, c’è la maggiore delicatezza nell’usarlo dal vivo, anche se alcuni produttori sono riusciti a realizzare delle versioni più robuste di questo microfono.

Ha bisogno dell’alimentazione Phantom, che oggi è disponibile anche nell’equipaggiamento più economico.

Microfono Electret

Il microfono electret si basa sullo stesso principio del condensatore ma, in questo caso, il campo elettrico è fornito da un elettrete, ovvero un materiale isolante in cui è intrappolata una carica elettrica.

Questo permette la realizzazione di microfoni in miniatura, come i Levalier, e quelli ad archetto.

Anche questo microfono, per funzionare, necessita di un piccolo circuito elettronico adattatore di impedenza.

Tale circuito deve essere alimentato, per questo si può usare una batteria.

Ma spesso si preferisce fornire l'alimentazione tramite lo stesso cavo micro-fonico quella che è chiamata alimentazione Phantom.

Microfono a nastro

Questo microfono utilizza un nastro sottile e, a volte, ondulato sospeso in un campo magnetico.

Il nastro è collegato da un circuito elettrico all'uscita audio del microfono, cosicché le sue vibrazioni nel campo magnetico possano generare un segnale elettrico.

Ha bisogno di essere alimentato come i microfoni a condensatore, dunque attivando l'alimentazione Phantom.

Dal suo suono eccezionalmente puro, questo microfono viene maggiormente utilizzato in studio per i cori e la voce e dal vivo principalmente per strumenti a fiato.

A suo sfavore giocano le dimensioni in genere notevoli e la polarità tipicamente a otto (cioè che è sensibile ai suoni anteriori e posteriori al microfono stesso).

Attualmente mi risulta che in commercio esista solo un modello dedicato al canto dal vivo, lo produce la Beyrdinamic, il modello TG V90.

Preview 05:01

Una delle caratteristiche che distingue il microfono per il canto dagli altri microfoni è la sua forma che permette all'artista di impugnarlo per muoverlo, avvicinandolo e allontanandolo dalla propria bocca.

L'impugnatura è fatta a tronco di cono permettendo al cantante di inserire facilmente e velocemente il microfono nel suo supporto montato sull'asta.

Il microfono ha una griglia metallica per evitare il contatto diretto della bocca con la membrana, che altrimenti provocherebbe il mal funzionamento.

All’interno di questa griglia c'è un filtro meccanico, in genere fatto di una speciale spugna, che impedisce ai forti spostamenti di aria, che la voce umana emette vicino alla bocca, lo schiacciamento della membrana della capsula microfonica.

Molto importante è la robustezza del microfono, perché sul palco può capitare che cada e quindi deve essere in grado di resistere alle cadute accidentali.

In genere il corpo è di metallo ben solido e la griglia se ammaccata è sostituibile con una nuova.

Per quanto riguarda il tipo di capsula di cui è dotato, spesso è di tipo dinamico, il più robusto in assoluto, anche se adesso, sono disponibili molti microfoni con la capsula a condensatore o a nastro costruiti appositamente per il palco e decisamente robusti per essere usati tranquillamente negli spettacoli dal vivo.

Come è fatto il Microfono per Cantare
01:36

Una delle caratteristiche rilevanti di un microfono per cantare è la direttività, cioè la capacità di catturare il suono proveniente anteriormente, posteriormente o di lato.

Quando siete su un palco siete circondati da molti suoni e a voi interessa che il vostro microfono riprenda principalmente la vostra voce.

Il più adatto dei microfoni è quello direttivo, cioè che è più sensibile ai suoni provenienti anteriormente.

Quindi, quelli omnidirezionali, cioè quelli che sono sensibili in egual modo ai suoni che provengono da ogni direzione, sono da escludere.

Le direttività che abbiamo a disposizione sono: cardioide, supercardioide e ipercardioide.

Cardioide: il nome viene dalla tipica forma a cuore che ha la curva che rappresenta la sensibilità del microfono nelle varie direzioni.

Il supercardioide ha una direttività maggiore verso i suoni frontali rispetto al cardioide.

E l'ipercardioide è ancora più sensibili ai suoni frontali rispetto ai supercardioide.

Le varie Direttività
01:09

Considerando il fatto che il microfono che state usando è direttivo, la posizione corretta da tenere è quella frontale, leggermente inclinato.

E la distanza dalla bocca deve essere regolata dal cantate a seconda delle situazioni.

Una delle fondamentali caratteristiche dei microfoni direttivi è l'effetto prossimità.

L'effetto prossimità crea un'esaltazione delle basse frequenze man mano che il microfono si avvicina alla sorgente sonora.

Questo effetto è molto utile al cantante perché può approfittare di questa caratteristica per rinforzare e ottimizzare la sua performance quando affronta le note gravi, aggiustando la distanza del microfono dalla bocca.

Allo stesso tempo ha la possibilità di allontanare il microfono per attenuare una eventuale eccessiva emissione se necessario.

Quindi giocando con la posizione del microfono ha a disposizione un controllo volume e un controllo tono sulle note basse.

Che fra l’altro in alcuni casi sono le più deboli.

Consiglio di praticare durante le prove questa opportunità sperimentando e acquisendo esperienza.

La Corretta Posizione e Distanza dalla bocca
01:20

Per la maggior parte dei microfoni in commercio c’è anche la versione radio.

Per ovviare alle scomodità dei cavi di trasmissione del segnale elettrico, utilizzati con i microfoni, sono stati introdotti i radiomicrofoni.

Vengono utilizzati principalmente negli studi televisivi o in manifestazioni dal vivo.

I radiomicrofoni incorporano, oltre ad una normale capsula microfonica, un circuito trasmettitore che modula il segnale portante radio, ed una piccola antenna che trasmette il segnale ad un ricevitore, posto vicino al mixer.

Il ricevitore si occupa quindi di riconvertire il segnale radio in un segnale audio e passarlo via cavo al mixer.

Tali microfoni sono capaci di funzionare anche a decine di metri dal ricevitore, soprattutto in ambienti privi di ostacoli.

La necessità di convertire il suono in frequenze radio e poi viceversa, può generare del rumore di fondo.

Per ovviare a questo problema, oggi sono disponibili i radiomicrofoni con tecnologia digitale.

Utilizzandoli c'è al rischio che si esaurisca la batteria durante la performance o che altre fonti di onde radio interferiscano con la comunicazione.

Per questo, nei concerti e tanto più negli studi di registrazione musicali, vengono preferiti i tradizionali microfoni a cavo.

In oltre c'è da considerare il fattore costo, evidentemente la versione radio del microfono è più costosa di quella con filo.

Concludendo, l'opzione radiomicrofono è preferibile nelle situazioni in cui ci sia l'esigenza di una importante libertà di azione del cantante, priva di cavi di collegamento, come spettacoli dal vivo su grandi palchi e spettacoli televisivi.

Cosa scegliere tra il microfono radio o con filo
01:47

Ci sono varie ragioni per decidere di possedere il proprio microfono.

La più importante è che tu stesso sceglierai, dopo accurate prove, il microfono che meglio si adatta alla tua voce e genere musicale.

Un'altra ragione è che, utilizzando il tuo microfono sia durante le prove, sia in concerto, avrai una pratica infallibile nell’utilizzarlo.

Avrai modo di collaudare tutte le posizioni e astuzie acquisendo affidabilità e sicurezza.

Per questo, possedere il proprio microfono è fondamentale.

Da non sottovalutare anche il fattore igiene, il microfono viene in contatto con la bocca e quindi può essere veicolo di contagio.

Un consiglio che posso darti: al momento di fare la scelta, fatti aiutare da un componente del tuo gruppo musicale o comunque un musicista che conosca la tua voce.

Perché è risaputo che un ascolto esterno è molto più obbiettivo del proprio.

Possedere il proprio Microfono
01:06
+ Come comportarsi nelle varie situazioni
7 lectures 15:47

Se sei in un locale e stai cantando con l'ausilio di basi musicali, è preferibile che tu abbia il microfono in mano, per poter sfruttare la possibilità di avvicinare o allontanare il microfono dalla bocca e in questo modo controllare la tua emissione sfruttando l'effetto prossimità di cui abbiamo già parlato.

Avrai bisogno di un monitor personale da cui esca sia la base, sia la tua voce comprensiva degli effetti come il riverbero.

Tutto questo utilizzando in piccolo mixer di qualità.

Se invece ti accompagni con una tastiera o una chitarra, avrai bisogno di un microfono sostenuto da un’asta, ovviamente, per avere le mani libere con cui suonare lo strumento.

Dovrai utilizzare un’asta a giraffa con base solida e pesante, che ti permetterà di portare il microfono davanti alla tua bocca.

Se stai suonando la chitarra, servirà un’altra asta, sempre a giraffa, per sostenere il microfono davanti alla chitarra o in alternativa, userai la connessione diretta al pick-up della chitarra stessa.

Se invece suoni la tastiera, sarà utile sistemare correttamente l’asta del microfono impedendo che in qualsiasi modo intralci il libero movimento delle mani.

Un piccolo mixer ben accessoriato sarà sufficiente per gestire i suoni da inviare ai monitor in sala e a quello personale sul palco.

Questa situazione è anche spesso utilizzata dai compositori e autori per comporre e scrivere la propria musica.

Se invece sei il cantante di un piccolo gruppo in un locale dove si fa musica dal vivo,  è importante conoscere bene l’uso del mixer e delle sue possibilità per regolare correttamente i suoni e gli ascolti.

I mixer di oggi, dedicati a questo utilizzo, sono di solito dotati di un riverbero interno, dei controlli tono, spesso semi-parametrici, che permettono quindi di scegliere anche la frequenza su cui intervenire e quindi molto versatili in questo utilizzo.

Avrai dei monitor da palco per i musicisti ed per te.

Effettua le prove con cura dell’impianto prima del concerto, regolando contemporaneamente il suono in sala e il suono nei monitor sul palco.

Sembra ovvio ma troppo spesso questo è sottovalutato.

Vorrei sottolineare di nuovo qui l’importanza che tu abbia il tuo personale microfono.

A differenza dei musicisti, tu come cantante hai il tuo proprio strumento incorporato e il microfono diventa per te il tramite per la tua interpretazione musicale.

Un fatto di cui tanti cantanti non hanno neanche pensato e molto meno intuito, che vedo non sembra essere insegnato dai loro maestri di canto.

Acquisisci famigliarità e pieno controllo del mezzo con cui ti esibisci.

Prove ed esperimenti sono fondamentali per capire tutte le possibilità offerte e decidere poi quali utilizzare e in quale occasione.

E per rispettare la più alta qualità delle tue prestazioni, per cui hai lavorato così tanto.

Piccolo locale
02:59

Se stai esibendoti in teatro o in un grande locale dotato del proprio impianto di amplificazione con la presenza di un fonico in sala, le cose cambiano.

Sarà il fonico in sala a regolare tutto.

Tutto dipenderà dalla qualità della comunicazione tra i musicisti ed il fonico.

È molto importante per te prendere coscienza di ciò che desideri e hai bisogno.

Così aiuterai il fonico a fare il migliore lavoro possibile per te e per gli spettatori che sono venuti ad apprezzare la tua musica.

Anche perché può succedere che il fonico non sia ad altissimo livello.

Alla fine è la tua performance, hai il diritto e il dovere di assicurarti che la prestazione che porta il tuo nome nel mondo sarà al top.

Troppo spesso ho visto bravi artisti trovarsi in una situazione in cui la loro prestazione era rovinata dal fonico che non aveva le corrette informazioni, necessarie al suo lavoro.

E questo è da evitare in assoluto per te.

Tu hai lavorato molto con la tua voce, ed è già assai difficilissimo affrontare e realizzare una performance o un’audizione.

Devi essere in fiducia che il suono vero e movente arrivi agli ascoltatori pienamente.

Il vero suono, al suo massimo, pieno di qualità, come è la tua voce.

Soprattutto non compromesso dalle regolazioni di un tecnico imposto o un microfono qualunque del momento.

Avrai lavorato tanto per valorizzare il tuo talento.

Meriti di sapere come utilizzare il microfono al suo meglio per dare poi il meglio di te.

Lasciando gli ascoltatori senza fiato.

In teatro o in un grade locale
01:46

Se stai tenendo un concerto su un palco attrezzato di amplificazione professionale dotato di mixer di sala e mixer di palco con la presenza di due fonici, sarà una situazione ideale per tutti i musicisti.

In questo caso ci sarà la presenza di un secondo fonico a tua disposizione sul palco che risolverà ed ottimizzerà tutti i vostri ascolti.

Ti consiglio di effettuare prove accurate con il tuo microfono e poi con tutto il gruppo.

Sta a te indicare al fonico come e cosa vuoi sentire nel tuo monitor.

Il monitor è uno strumento utilissimo per il cantante.

Non è il caso di chiedere qualcosa di perfetto come suono, che questo non è sempre possibile, a causa della qualità del monitor stesso e della presenza degli altri microfoni attivi sul palco, ma esigi di avere in ascolto la tua voce ben presente.

Fondamentale per te, cantante di poter avere nel tuo monitor tutte le cose di cui hai veramente bisogno come la parte ritmica e melodica necessaria alla tua intonazione.

Per esempio è sempre necessario sentire la batteria e l’eventuale tastiera o chitarra che esegue gli accordi del brano stesso.

Poi da includere la presenza degli eventuali effetti inseriti nel mixer, come il riverbero per dare un esempio.

In casi particolari i cantanti usano distorsori o effetti speciali, è quindi importante che siano inseriti nel tuo monitor, perché tu possa capire veramente ciò che esce all’esterno dall’impianto di amplificazione.

Assicurati che l’ascolto sul tuo monitor da palco sia chiaro e definito, ne va della tua tranquillità.

Concerto all'aperto
01:46

Se sei un cantate lirico, l’uso del microfono è completamente diverso.

Infatti come cantante lirico avrai studiano e ti sarai esercitato con la tua voce per le rappresentazioni in teatro senza qualsiasi microfono.

La tua tecnica di emissione di voce è pensata e utilizzata per una rappresentazione completamente acustica e di lunga distanza.

Chiaramente, l’impostazione classica lirica nasce in un’epoca in cui non esistevano i sistemi di amplificazione elettronica.

L’impostazione lirica della voce permette ai cantanti di poter essere sentiti insieme ad un’orchestra di molti elementi in teatri costruiti allora.

Questi teatri hanno un’acustica dedicata all’esecuzione di opere liriche senza l’ausilio dell’elettronica.

Oggi a causa dei progressi tecnologici e dell’esigenza di avere un pubblico vasto, vengono effettuate rappresentazioni liriche in spazi diversi dal teatro classico e privi di trattamento acustico o addirittura all’aperto.

In questi casi è spesso indispensabile l’utilizzo dei microfoni e dei sistemi di amplificazione.

Se ti trovi in un ambiente chiuso, il sistema di amplificazione sarà ridotto al minimo per supportare le parti in difficoltà dall’essere sentite.

Se invece si tratta di un concerto lirico, non ci saranno normalmente movimenti maggiori in scena e quindi saranno piazzati dei microfoni per i cantanti su un supporto fisso, posto davanti a loro ad una distanza di circa 30-50 cm.

In questo caso il cantante o la cantante lirica dovranno mantenere la posizione il meglio possibile permettendo al microfono di rispettare l’interpretazione.

Se invece è una vera propria opera lirica con movimenti di scena, sarà utilizzato il microfono sulla fronte o ad archetto connesso ad un sistema radio.

In questo caso non avrai altro da fare che le stesse cose che avresti fatto in teatro, tenendo presente che hai un microfono in testa e che nei momenti in cui sei fuori scena dovrà essere disattivato.


Da ricordare!

Concerto lirico
02:06

Nel momento in cui sarai chiamato a cantare in uno studio di registrazione professionale, la situazione sarà completamente diversa.

Utilizzerai un microfono a condensatore o a nastro, montato su un’asta e protetto dagli spostamenti d’aria, che la tua voce genera con alcune consonanti, tramite un filtro chiamato “Anti-pop”.

Infatti in studio di registrazione lo scopo è di prendere la tua voce di cantante in modo più naturale possibile.

La polarità omni direzionale è quella più adatta, questo perché l’ambiente dello studio è trattato acusticamente, quindi privo di riverbero e questo tipo di microfono ha il suono più naturale.

Se si tratta di musica leggera o commerciale, la parte strumentale viene incisa prima della voce.

Di solito, sarai tu l’ultimo ad incidere, per darti la massima scelta sul risultato finale.

Quindi ti verrà data una cuffia con cui sentirai la musica e la tua propria voce.

Dovrai chiedere al fonico in studio di poter ascoltare con maggiore intensità gli strumenti che preferisci e che ti aiutano a cantare e inoltre puoi anche chiedere di avere in cuffia la quantità di effetti che reputi necessaria.

Molto importante per il fonico è la tua tranquillità.

Perciò ti consiglio di effettuate delle prove fino a trovare il giusto equilibrio, prima di registrare.

Considera che poi in fase di missaggio saranno effettuati interventi per aggiustare il livello della tua voce, l’equalizzazione e aggiunti gli effetti.

Sarà inserito anche un compressore utilizzato per aggiustare le variazioni in dinamica della tua voce.

Mi raccomando, è un tuo diritto assistere al trattamento della tua voce in fase di missaggio, che sarà atteso e apprezzato da un buon fonico, specialmente quando non è presente un vero e proprio direttore artistico nella produzione.

In uno studio di registrazione
02:11

Oggi con il diffondersi delle tecnologie digitali, è sempre più alla portata dei musicisti l’utilizzo della registrazione audio casalinga.

E’ sufficiente avere un computer, un interfaccia audio, un microfono ed un programma adeguato come ProTools, Logic o Cubase.

Perché tu possa fare una buona registrazione, l’ideale è arrivare il più possibile vicini all’attrezzatura di uno studio professionale, come puoi con i mezzi a tua disposizione.

È indispensabile, prima di tutto, fornirsi di un buon microfono a condensatore che permette infatti di riprendere, oltre la voce, anche gli strumenti acustici.

La registrazione deve essere fatta in un ambiente in cui la voce sia ben presente ed intellegibile.

Per fare questo, sarà necessario un minimo di trattamento acustico dell’ambiente in cui avverrà la ripresa del suono.

Possono essere utilizzate anche cose disponibili in casa come coperte e tappeti da mettere intorno al microfono, per limitare il riverbero naturale presente nell’ambiente in quanto falserebbe la qualità della voce.

Per ottenere un buon suono sarà necessario che tu ti metta ad almeno 20 centimetri dal microfono a condensatore e che ci sia un “Anti-Vento” sul microfono o meglio ancora un “Anti-Pop” professionale, se possibile.

In alternativa è possibile costruirne uno “fatto a casa”, utilizzando del filo di ferro ed una calza da donna.

In queste condizioni l’acustica dell’ambiente è importantissima, e dovete fare in modo che il riverbero presente nel vostro ambiente sia attenuato.

Perché sarete voi a inserire, poi, in fase di missaggio, il riverbero adeguato nella giusta proporzione.

Sorprendentemente i posti ideali per realizzare il proprio studio personale sono i piccoli ambienti molto arredati, come una piccola camera dove il letto assolve benissimo il compito di assorbente acustico rendendo l’ambiente acusticamente neutro.

In questa situazione potrete realizzare brani dimostrativi, effettuare prove di interpretazione, che poi riascolterete mettendo in evidenza le correzioni da fare per una ottima esecuzione.

Il registrarsi è molto utile, che quando ti ti esibisci, non hai la possibilità di renderti conto di quello che stai facendo, se non dopo tanti anni di pratica e di riascolto delle proprie esecuzioni, giustamente.

Molto utile sarebbe l’utilizzo anche di un semplice registratore portatile che può riprendere tutto il concerto.

Già mi è capitato molto spesso di far riascoltare esecuzioni a cantanti e di vedere lo stupore nel riascoltarsi, sia per aver trovato errori di cui non si sono resi conto durante l’esecuzione, sia per essersi reso conto della bellezza e forza della loro voce.

Spesso, l’artista non si rende veramente conto di come la propria voce va a trasmettere emozioni. quello che auguro sia anche la tua esperienza.

Con il processo della registrazione potrete veramente rispettare e seguire al profondo la vostra propria arte.

In casa con il proprio Home-Recording
03:20

Se ti trovi a cantare in uno studio televisivo, ci sono tante cose che possono accadere.

Da un punto di vista tecnico musicale è paragonabile ad un concerto, ma qui i tempi sono molto ristretti.

A causa della messa in onda, ti potrebbe essere chiesto anche di cantare in playback.

Quindi di fare finta di cantare e seguire precisamente la tua interpretazione del momento della registrazione.

Molto probabilmente sarai obbligato di utilizzare il loro microfono e tutta la loro attrezzatura.

E per poter dare il massimo ti consiglio di chiedere di effettuare alcune prove.

Utilizzare la tua esperienza per capire come utilizzare al meglio ciò che hai a disposizione.

L'emozione potrebbe farti sentire anche un po' nervoso, che è normale, come per tutti i grandi artisti.

Anche loro spesso si trovano impacciati difronte al loro pubblico.

Ti consiglio di utilizzare il tempo di attesa per creare la giusta tranquillità che ti darà la sicurezza necessaria per esprimere la tu arte.

Puoi seguire tutte le informazioni che ti ho dato nelle precedenti lezioni, ed applicarle correttamente in questa situazione: come chiedere che nel proprio monitor ci sia il giusto equilibrio fra la musica e la tua voce.

Ti rimando anche alla lezione di come relazionarsi con il fonico per ottimizzare la situazione ed avere la massima collaborazione con il personale tecnico.

Loro possono fare la differenza fra un buon show o tu che sei la Star della trasmissione.

In uno studio televisivo
01:39
+ Appendice
2 lectures 06:32

Per prima cosa tengo a precisare che la professione ufficiale del fonico si basa principalmente sul mettere gli artisti a loro agio e fiducia.

Il lavoro del fonico consiste nel servire, con la sua tecnica, l'artista portandolo al meglio.

D'altra parte se vogliamo che tutto sia più facile apprendi qui come l'artista può fare la sua parte per garantire il massimo successo e benessere per tutti: tu, i musicisti con cui suoni e il fonico.

Noi fonici siamo appassionati della musica, e sempre un po' gelosi di voi artisti che create il miracolo della musica.

Dateci la meglio possibilità di amarvi.

Per il vero professionista, è tutto ciò che vorrebbe, in verità.

Ecco alcuni consigli di come comportarti con i fonici.

Per ottenere i migliori risultati fai la conoscenza del fonico, presentandoti e memorizzando il suo nome.

Quello che è spesso dimenticato nella nervosità o concentrazione sul palco.

Chiamando il fonico con il suo nome crescerà il legame di rispetto reciproco.

Permettendo a voi due, di darsi al meglio e, alla fine, alla piena soddisfazione di tutti.

Fagli sapere semplicemente le tue esigenze e bisogni.

Dovresti aver fornito, tu o il responsabile del gruppo, a tempo debito, in forma scritta, la scheda tecnica contenete tutte le richieste ed esigenze di cui hai necessità per tenere il tuo concerto.

In questo modo avrai a disposizione tutto quello che è necessario per la rappresentazione. 

Così stabilisci la piena fiducia fra te ed il fonico ed avrete ognuno il proprio corretto ruolo.

Approfitterai dunque di questo primo contatto per confermare che tutto ciò che è stato richiesto sia disponibile.

Agisci con molto tatto, sostenendo la correttezza del fonico stesso, che potrebbe essere sensibile alla qualità del suo equipaggiamento.

Sono tecnici, che vivono la loro propria visione spesso a traverso il loro equipaggiamento.

Specialmente noi maschi, come potresti già immaginare!

Se rispettati, siamo pronti ad utilizzare la nostra propria esperienza, di come regolare il nostro equipaggiamento, per dare il massimo alla vostra arte.

La vostra approvazione ci da il senso di benessere e voglia di dare di più.

Sapendo come prenderci nella verità della situazione.

Se qualcosa, che avete richiesto, è mancante trova con il fonico un'alternativa valida e adeguata.

La calma è fondamentale per fare in modo che ci sia la massima collaborazione per la ben riuscita del concerto.

Se lui non sa come crearla, tieni alla tua calma.

Gestisci la tua sapienza di quello che fai e, senza cedere a nessun ricatto di nervi  dell'altro, mantieni la tua calma.

Tutti gli altri sono li per te e per questo infatti.

Se hai problemi, saranno gli eventuali appunti o rapporti dopo la rappresentazione, eventualmente, a stabilire le responsabilità e quindi l'eventuale contestazione e soluzione del servizio reso.

Mentre se hai avuto un servizio ottimo, ringrazialo e fai in modo che il tuo feedbak arrivi alla sua ditta o al suo sito internet o al suo account social con cui sei connesso.

L'ideale sarà di avere il proprio microfono, già scelto sul palco, ben conosciuto e sperimentato a lungo in prova.

Se sai quali sono le regolazioni che solitamente utilizzi, comunicale al fonico.

Poi dai sempre la possibilità a lei o lui di trovare il giusto equilibrio e fare il suo lavoro per te.

Sperimenta con coscienza l'ascolto tramite il tuo monitor personale sul palco.

Rivolgiti spesso al fonico chiamandolo sempre per nome e richiedi sempre di regolare i livelli e gli effetti in modo che per te sia il massimo conforto, quello che farà con piacere normalmente.

Se non sei sicuro del settaggio raggiunto chiedi di provare ulteriormente con il tuo gruppo fino a trovare l'effettivo suono che è a te necessario.

Deve essere un'esperienza piacevole, sentirti e sentire bene tutto.

Come comportarsi con il Fonico
04:21

Per poter cantare in tranquillità dal vivo è veramente necessario che tu sappia, almeno in linea di principio, il funzionamento del sistema di amplificazione.

Dunque adesso descrivo il percorso che la tua voce compie all'interno del sistema.

Il tuo microfono cattura la tua bella voce trasformandola in segnale elettrico piuttosto debole e tramite il cavo microfonico, si collega alla scatola XRL del multi cavo che a sua volta è collegato al mixer.

Nel mixer il segnale della tua voce viene elaborato dai controlli tono, i filtri, eventuali effetti passanti e gli effetti aggiunti come ad esempio il riverbero.

A questo punto il segnale della tua voce prende più strade.

Infatti il mixer smisterà la tua voce verso il tuo monitor sul palco, sia verso i monitor degli altri musicisti, unendosi ai suoni degli altri strumenti.

Contemporaneamente arriverà al sistema di amplificazione e diffusione verso la sala, il pubblico, sempre con il suono degli altri strumenti.

Tutto questo per aiutarti a comprendere ciò che realmente puoi chiedere che sia fatto dal fonico.

Nei concerti più importanti c'è la figura del fonico di palco che tramite un mixer dedicato avrà solo la responsabilità di regolare i livelli ed il missaggio dei monitor sul palco.

Lo farà in modo completamente indipendente dal mixer di sala, in quanto utilizzerà il segnali direttamente dai microfoni.

Quindi il fonico in sala penserà e regolerà soltanto il mix per il pubblico.

Oggi con l'avvento dei mixer digitali sta cambiando anche il modo di affrontare le regolazioni durante le prove.

Questo tipo di mixer ha la possibilità di memorizzare i presetts di regolazione.

E quindi è possibile programmare in anticipo le varie regolazioni che possono essere richiamate in qualsiasi momento.

Questo è un grande vantaggio e prevede un importante lavoro di programmazione da fare prima del concerto.

Come funziona l'impianto di amplificazione
02:11
+ Conclusioni
1 lecture 00:40

Eccoci qua, siamo alla fine di questo corso.

Spero di esserti stato utile, di averti in qualche modo dato le informazioni e la formazione di cui avevi bisogno.

Con questo messaggio ti saluto e ti ringrazio per aver fatto questo percorso con me.

Di seguito a questo corto riepilogo ci sono per te alcune risorse che ti saranno utili nella tua carriera artistica.

Puoi contattarmi al gruppo Facebook “Microfono Mastermind”, dove posso rispondere a tutti i tuoi messaggi ed aggiungere ulteriori consigli.

Ti auguro un successo strepitoso come meriti.


Vincenzo Vanni

Saluto
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