
In questo corso ampio spazio sarà dato alla tecnica del motion tracking, ossia come fare a ricostruire, nel software 3D, una videocamera che abbia lo stesso movimento di quella reale usata per la ripresa della scena.
La tecnica del motion tracking si fonda a sua volta su un'altra tecnica, la fotogrammetria, ossia la possibilità di ricostruire la posizione spaziale dei punti in una scena grazie alla ripresa della scena stessa da più angolazioni: in questo video vediamo una spiegazione generale.
Vediamo i suggerimenti pratici per realizzare una ripresa da utilizzare per il motion tracking (detto anche match moving): accorgimenti che saranno molto utili per le riprese che faremo durante questo corso.
L'altro concetto base su cui si fonda questo corso è quello del chroma key, ossia la tecnica che permette di selezionare e rendere trasparente una porzione di video in base alla sua colorazione e/o luminosità.
In questo video esploriamo alcuni concetti che si celano dietro a questa tecnica e che torneranno utili nelle lezioni pratiche che seguono.
Vediamo come realizzare il set per effettuare le riprese. Dobbiamo predisporre il fondo verde prestando attenzione a vari fattori, quali ad esempio:
Qui puoi anche scaricare le sorgenti video da utilizzare per le tue esercitazioni.
Dopo aver effettuato le riprese video su fondo verde è il momento di passare alla loro elaborazione. Dobbiamo procedere alla rimozione dello sfondo per renderlo trasparente e poterlo così sostituire con la nuova ambientazione che andremo a realizzare.
In questo video è mostrata la tecnica base per effettuare questa rimozione, detta keying.
Vediamo una tecnica avanzata per rendere trasparente lo sfondo. Con questa tecnica saremo in grado di preservare meglio anche i dettagli più fini, come ad esempio i capelli.
Scopriamo assieme quali sono gli elementi che andranno a comporre la nostra ambientazione 3D: il terreno e le montagne sullo sfondo, le rocce, gli alberi e la casa abbandonata.
Partiamo con la realizzazione del terreno, che è composto dal piano di appoggio (su cui si muove la modella e dove sono posizionati gli altri elementi della scena) e dalle montagne sullo sfondo.
Questo ci da modo di esplorare alcune tecniche utili quali ad esempio la scultura diretta su una superficie per aggiungere dettaglio e creare sagome personalizzate, come possono essere le colline e montagne sullo sfondo.
Passiamo alla modellazione delle rocce e dei massi. Sembra un passaggio semplice, ma in realtà avremo modo di approfondire tecniche molto importanti come la suddivisione della superficie per aumentare il dettaglio e il displacement per creare la forma e la rugosità di una tipica roccia.
In questa seconda parte della lezione, proseguiamo e completiamo la modellazione dei massi e delle rocce.
Concludiamo la realizzazione del nostro ambiente virtuale con la modellazione degli altri elementi quali gli alberi, la staccionata e la casa abbandonata.
Esploriamo i concetti generali che stanno dietro al motion tracking, come aggiungere i marcatori e come si realizza la ripresa.
In questa e nelle successive lezioni vediamo come realizzare nella pratica il motion tracking in Blender.
Così come per le riprese statiche senza marcatori, dobbiamo effettuare il keying anche della scena ripresa con la videocamera in movimento.
In questo caso si aggiunge la difficoltà di dover rimuovere anche i marcatori dallo sfondo.
In questa lezione vediamo una panoramica delle luci presenti in Blender e ci concentriamo in particolare sul sistema di illuminazione più diffuso nei rendering di location: l'utilizzo di una mappa di illuminazione basata su un'immagine HDR a 360 gradi di un'ambiente reale.
Queste foto HDR si ottengono realizzando una serie di scatti in modalità HDR e ricostruendo poi il panorama a 360. L'immagine risultante è usata per illuminare la scena 3D ottenendo così un'illuminazione estremamente realistica.
Vediamo come applicare i concetti appresi nella precedente lezione alla nostra scenda 3D.
Ti sei mai chiesto come vengono realizzati i film di fantascienza in cui gli attori si muovono in paesaggi virtual ricostruiti in 3D?
In questo corso non abbiamo naturalmente la pretesa di insegnare come si realizza un film di Hollywood, ma molto più semplicemente mostrare i concetti chiave che stanno dietro a tale produzioni.
E i concetti chiave sono, in estrema sintesi: realizzazione delle riprese con la tecnica del chroma key (ossia su un fondo volutamente verde per essere poi reso trasparente in post produzione), ricostruzione del movimento della videocamera reale per trasferirlo a quella virtuale (tecnica detta "motion tracking", ricostruzione dell'ambientazione 3D e infine compositing finale.
In questo corso vedremo tutti i passaggi che portano a questo risultato: le riprese col green screen, il keying dei video in After Effects (ossia la rimozione del fondo verde), la realizzazione passo per passo dell'ambientazione 3D in Blender, il motion tracking, alcuni effetti speciali utili alla scena e infine in compositing finale in After Effects.
Accedendo al corso puoi anche scaricare i video in chroma key utilizzati per poter realizzare tu stesso il tuo cortometraggio.
Alla fine del corso gli studenti avranno appreso le tecniche più importanti per realizzare in autonomia un piccolo cortometraggio mixando riprese di attori reali che si muovono in un mondo virtuale.
Questo corso non ha lo scopo (come molti altri su Blender o After Effects) di spiegare come funzionano questi programmi esaminando ogni singolo comando e funzione: per questo ci sono centinaia di corsi online. Il nostro obiettivo è semmai quello di guidare lo studente passo per passo a realizzare un progetto complessivo finale.
Questo non significa che per seguire il corso è necessario avere già una grande esperienza con questi software: ogni passaggio è infatti spiegato nel dettaglio, così che anche un neofita può riprodurre in autonomia i contenuti delle varie lezioni.
NB: il corso si basa sulla versione 2.78 di Blender, la cui interfaccia è in vari punti differenti rispetto alla versione 2.8 e successive.
Tutti i comandi e le impostazioni sono esattamente gli stessi, ma è possibile che la posizione di qualche menu, pulsante o pannello sia diverso e quindi vada ricercato, quindi tieni in mente questo aspetto.
Una differenza importante è anche il differente modo in cui vengono organizzati i livelli, che da Blender 2.80 sono diventate le Collection. Questo viene comunque spiegato nel corso.
Infine, per il compositing finale è stato utilizzato After Effects.